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Award I AM FCA, sono Daniele Agnello e Angelo Golino i vincitori dell'open innovation contest sull'auto del futuro promosso da Fiat Chrysler Automobiles di quest'anno. In palio uno stage di 6 mesi presso il plant FCA di Pomigliano, ed un Premio Speciale ad hoc per il secondo classificato. Gli studenti saranno premiati presso il Dipartimento di Economia a Capua il 27 settembre alle ore 10.00.  Saranno inoltre organizzati nei cortili del Dipartimento una serie di attività collaterali di grande interesse per gli studenti: dimostrazioni di frenata assistita, realtà virtuale e realtà aumentata. 

Locandina

Si è dunque conclusa la terza edizione di "I AM FCA - Innovation Award Millennials by FCA", la competizione tra studenti universitari nata su iniziativa di Fiat Chrysler Automobiles che coinvolge i Dipartimenti di Economia di sei atenei dell'Italia Centro-Meridionale: Campania (Luigi Vanvitelli), Cassino e del Lazio Meridionale, Molise, Basilicata, Chieti e Pescara (Gabriele d'Annunzio), Bari (Aldo Moro).
La cerimonia di premiazione dei vincitori si svolgerà il 27 settembre nella storica e prestigiosa sede di Capua del Dipartimento di Economia dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli: l'ex convento delle Dame Monache le cui parti originarie risalgono verosimilmente al nono-decimo secolo. Si tratterà di una giornata in cui tutti i partecipanti potranno entrare in contatto diretto con la realtà industriale di Fiat Chrysler Automobiles.

Anche quest'anno il livello di partecipazione al contest è stato molto elevato con quasi mille giovani che hanno aderito e che hanno proposto le loro idee rispondendo a un breve questionario on line. Dopo aver visto una sintetica clip video con alcune tra le innovazione che FCA sta introducendo sul mercato, gli studenti hanno risposto - utilizzando non più di 2 mila caratteri complessivi - ad alcune domande, leggermente diverse rispetto a quelle degli anni precedenti:

  • Nel video che hai appena visto, sono presentate alcune innovazioni che FCA sta sviluppando. Come pensi FCA le dovrebbe comunicare/pubblicizzare ai millennials italiani?
  • Oltre a queste innovazioni che FCA sta sviluppando, che cosa altro immagini per l'auto del futuro?
  • Social e Digital Life: come le auto possono migliorare la tua esperienza con essi?
  • Secondo te, FCA e i millennials insieme potrebbero...

Non è variato invece il processo valutativo dei progetti, che sono stati analizzati e giudicati dall'Innovation Board composto dal professor Mario Sorrentino (ordinario di Business planning e creazione d'impresa all'Università della Campania Luigi Vanvitelli e Direttore di Start up Lab) e da Daniele Chiari, Giorgio Cornacchia e Silvia Vernetti che per Fiat Chrysler Automobiles hanno rappresentato le aree di sviluppo dei nuovi prodotti, di ingegneria e ricerca, di sviluppo del business.

Dopo la scelta di 18 finalisti - ai quali è stato richiesto di realizzare un breve video che rappresentasse anche per immagini le idee proposte - l'Innovation Board ha quindi decretato i 12 vincitori, i ragazzi autori dei lavori che maggiormente hanno risposto ai principi di originalità, fattibilità e sostenibilità richiesti dal contest. Due le tipologie di premio: i primi sei, uno per Università, parteciperanno a uno stage in uno degli stabilimenti FCA del Centro-Sud Italia; i secondi sei saranno invece coinvolti in altre attività correlate a FCA.

Pertanto - pur senza cambiare la formula che si è dimostrata vincente con il coinvolgimento degli studenti nell'ipotizzare quale futuro attende l'automobile - le variazioni nelle domande hanno permesso di attualizzare il contest e mantenere elevato il livello di curiosità dei giovani: confermata anche la scelta di dettagliare le proprie idee con un video - sebbene più corto rispetto al passato - in quanto strumento molto vicino alla "modalità social" e quanto mai apprezzato dai giovani per raccontarsi. I dodici filmati dei vincitori sono stati inseriti sull'ormai consolidato sito web del contest, raggiungibile all'indirizzo www.millennilas-fca.com e saranno visibili presto sui nuovi canali social su Facebook e Instagram dedicati al progetto, che saranno avviati nei prossimi giorni.

Il sito - con una veste grafica allineata al progetto - e soprattutto i due social (già attivi da qualche giorno) mettono a disposizione tutte le informazioni sull'iniziativa con presentazioni, fotografie e filmati. I giovani possono inviare i propri curriculum o visitare le pagine "career" di FCA, in una sorta di community in cui gli studenti possono condividere le proprie esperienze e avere uno sguardo sulle innovazioni di FCA. Soprattutto le pagine Facebook e Instagram, più vicine alle esigenze dei millennials, oltre a fare da teasing alla cerimonia di premiazione, saranno riempite con aggiornamenti sull'iniziativa, news sulla mobilità sostenibile e su progetti, prodotti, iniziative di FCA di interesse per studenti e millennials. Inoltre i due social saranno animati con survey aperte a chiunque voglia seguire le pagine del progetto, in modo da diventare una vera e propria "piazza" in cui tutti i millennials (non solo universitari) possono incontrarsi e scambiare le proprie opinioni sulla mobilità del futuro.

I vincitori

A conquistare lo stage di sei mesi in uno stabilimento di FCA del Centro-Sud Italia sono stati:

Daniele Agnello - Università della Campania Luigi Vanvitelli che ha proposto la creazione e l'installazione di un software utile a correggere le abitudini di guida sbagliate;

Gioacchino de Chirico - Università di Cassino e del Lazio Meridionale che, nell'auto del futuro, vorrebbe inserire dei sistemi di sicurezza capaci di inserirsi automaticamente, in caso di pericolo;

Federica Di Tolla - Università degli Studi della Basilicata secondo cui l'auto del futuro può essere facilmente gestita tramite un'app;

Filippo Fontanella - Università degli Studi Gabriele d'Annunzio di Chieti e Pescara che ha puntato su tre concetti fondamentali per l'auto del futuro: personalizzazione, tecnologia e facilità di utilizzo;

Giada Nugnes - Università degli Studi del Molise che immagina un'auto pet-friendly;

Lucia Rochira - Università degli Studi di Bari Aldo Moro secondo cui l'auto del futuro deve puntare sul concetto di sicurezza con un sistema che definisce "health safety".

I sei studenti che invece si sono aggiudicati il secondo premio sono Luigi Bianchi (Chieti-Pescara), Mattia Genco (Bari), Angelo Rocco Golino (Napoli), Sebastiano Greco (Basilicata), Valeria Urciuoli (Molise) e Giada Valentini (Cassino).

Oltre a partecipare alla cerimonia vera e propria, il 27 settembre gli studenti presenti all'evento potranno confrontarsi con la direzione Human Resources di FCA (che fornirà loro supporto nel preparare colloqui di lavoro) e conoscere e dialogare con gli esperti di Tutored, la piattaforma social che da un lato permette di organizzare al meglio tutti gli aspetti che contraddistinguono le carriere universitarie, dall'altro è un blog digitale dove gli studenti possono trovare informazioni pratiche sul mondo delle università: come fare l'ammissione a un ateneo, trovare le abitazioni più convenienti e tanto altro...
Infine, i giovani potranno conoscere direttamente dalla voce di alcuni manager di FCA alcune tra le più importanti e significative innovazioni nell'ambito dell'infotainment e della sicurezza, alcune già disponibili altre che lo saranno presto sulle vetture del Gruppo.

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Il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, in collaborazione con l’ANAC ha attivato un Master di II livello dal titolo “Appalti e contratti della pubblica amministrazione”. Il corso rappresenta una delle pochissime iniziative di formazione universitaria post-lauream, nel meridione, nel delicato settore della contrattualistica pubblica, come di recente riformata dalle normative europee e nazionali. Il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, ha infatti ridefinito il quadro normativo nazionale in materia di appalti pubblici e contratti di concessione. La nuova regolamentazione, fermo l’ormai tradizionale orientamento alla tutela della concorrenza, tende a promuovere la flessibilità, la semplificazione e la negoziazione, per rispondere più efficacemente alle esigenze della società e dell’economia. Sullo sfondo la consapevolezza che gli appalti pubblici non siano soltanto un settore da regolamentare e controllare, quanto un volano da utilizzare sul piano economico, tecnologico, e persino della miglior tutela di interessi pubblici e privati, in primis la tutela dell’ambiente e l’espansione dell’occupazione. 

Il Master intende rivolgersi a laureati interessati a operare professionalmente nel settore degli appalti di lavori pubblici e progettazione infrastrutturale, con l’obiettivo immediato di fornire un quadro della disciplina in tema di appalti pubblici e modelli di partenariato pubblico-privato, offrendo un aggiornamento completo in una materia stratificata ma in continua evoluzione e riservando ampio spazio alla presentazione di casi pratici, esaminati alla luce dei più recenti contributi giurisprudenziali. Il Master intende rivolgersi inoltre a quanti già operino nel settore, nell’ambito di strutture pubbliche o private o mediante l’esercizio di libere professioni, con la prospettiva di fornire più chiari e consapevoli strumenti professionali in un contesto normativo particolarmente complesso. In sintesi, attraverso un’offerta formativa particolarmente qualificata, per struttura del corso e prestigio del corpo docente, l’approfondimento del quadro normativo e tecnico di riferimento consentirà la formazione di un tessuto di professionisti di elevata preparazione ed affidabilità.
Il master avrà inizio nel mese di gennaio 2019, si articolerà in due giorni di frequenza settimanali (giovedi pomeriggio e venerdi mattina) e contempla un’attività di stage finale presso amministrazioni e realtà private operanti nel settore. Le docenze saranno affidate a professori universitari, magistrati e dirigenti pubblici. La pubblicazione del bando è prevista per il mese di ottobre 2018. Per qualsiasi comunicazione il contatto è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

locandina

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Il piano di mobilità dell’Università Vanvitelli diventa un’esemplare “buona pratica” per il Paese. E' stato presentato infatti, al Senato della Repubblica, il sistema VerySoon dell’Ateneo, fatto di navette, app dedicate e car pooling.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in collaborazione con l’Università degli Studi Roma TRE e la Rete dei Mobility Manager di Roma ha promosso nell’ambito delle azioni della Settimana Europea della Mobilità la “Giornata del Mobility Manager in Rete- Mix & Move! Interventi e istanze normative per scelte consapevoli di mobilità”.
L’incontro, ha visto la presenza dei mobility manager della Rete, dei rappresentanti della mobilità scolastica e universitaria, degli amministratori locali e di tutti gli attori della mobilità sostenibile urbana che è dedicata alla presentazione del nuovo Quaderno ISPRA “Sharing Mobility Management” e di progetti innovativi di mobility management di area e di rete.
Il Mobility manager dell’Università Vanvitelli, Armando Cartenì, ha presentato la “buona pratica” dell’Ateneo, il progetto integrato di Mobilità “VerySoon” della Università della Campania L. Vanvitelli, illustrandone le modalità e i risultati.
Si tratta di un sistema integrato di trasporti che prevede: servizi di navetta Bus gratuita da prenotare con una App, servizio di Carpooling, che pure si attiva con la stessa App, per incentivare gli studenti ad organizzarsi in equipaggi su itinerari comuni con parcheggi dedicati in molti Plessi della Vanvitelli , ed infine un Sistema di monitoraggio della mobilità, per permettere di migliorare e monitorare i servizi offerti.

Alla tavola rotonda sono intrervenuti parlamentari, amministratori locali ed esperti di mobilità sostenibile per un confronto sul ruolo e le competenze, una condivisione delle istanze emergenti di normazione e linee guida, oltre che di incentivazione per i mobility manager.

programma

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Promosso dall’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e dall’Archivio di Stato di Napoli, fra il 24 e il 26 ottobre 2018 si svolgerà un Convegno di studi presso il Dipartimento di Lettere e Beni culturali di Santa Maria Capua Vetere e il Dipartimento di Scienze politiche di Caserta per ricordare alle comunità del territorio e agli studenti di Terra di lavoro, innanzitutto, che sono trascorsi 200 anni dal decreto del 15 dicembre 1818 che attribuì alla città di Caserta, divenuta più popolosa della stessa Capua, il ruolo di capoluogo della provincia di Terra di lavoro, la più vasta del Regno delle Due Sicilie. La circoscrizione amministrativa che, inferiore soltanto alla provincia di Napoli dal punto di vista demografico, segnava il confine con lo Stato Pontificio ed era la più vicina alla capitale, dopo l’unificazione nazionale, conservò la sua antica denominazione fino al 1882 quando, assunta quella attuale di provincia di Caserta, fu fino alla sua soppressione nel 1927, fra le più estese province dell’Italia unita. Le variazioni del suo territorio (le principali furono la soppressione e la successiva ricostituzione nel 1945) hanno segnato anche quelle della stessa Campania, regione policentrica e priva, fino a tempi recenti, di un’unitaria identità amministrativa. 

A distanza di 200 anni, si intende ora ripensare sia alla storia di Caserta, contraddistinta, sin dall’acquisto che ne fece Carlo di Borbone nel 1750, dalla particolare condizione di sito reale e pertanto da una speciale benevolenza da parte della monarchia borbonica, sia del suo territorio, notevolmente ridimensionato nel 1945 e quindi non più coincidente con l’area geografica che costituiva la Terra di lavoro.
Obiettivo principale del convegno è quindi ricostruire e interrogare le testimonianze documentali, bibliografiche, monumentali, urbanistiche, artistiche di questo lungo arco temporale, offrendo nuovi contributi alla ricognizione delle fonti e al lavoro di ricerca e di ricostruzione dell’identità storica della città e del suo territorio.
Allo scopo di analizzare il tema da ogni angolo di visuale, il programma dei lavori, progettato dal comitato scientifico costituitosi lo scorso anno, prevede interventi di numerosi studiosi e ricercatori di diverso ambito, articolati nelle seguenti sei sessioni: le fonti e il contesto storico; il potere: spazi laici ed ecclesiastici; le identità locali; città e campagna; società e ordine pubblico; l’arte e la cultura.

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Al via la presentazione del libro "M'illumino di immenso". L'appuntamento è per giovedì 20 settembre 2018 alle ore 17:00 a Casa Morra – salita San Raffaele, 20/C – Napoli. All’evento sarà presente Teresa Carnevale (presidente della Fondazione Morra), Giuseppe Morra (direttore Fondazione Morra), Giuseppe Paolisso (rettore dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’) e Luigi Maffei (direttore del Dipartimento di Architettura e disegno industriale). Alfonso Gambardella (storico dell’architettura e massimo studioso di Ferdinando Sanfelice) terrà l’intervento di apertura. Alla presentazione interverranno i co-autori Raffaele Persico, Massimo Pica Ciamarra, Ornella Zerlenga. Modererà gli interventi Rossana Di Poce.

Alle ore 18:30 l’evento proseguirà con la mostra fotografica "Dis-simmetrie di una scala" di Igor Todisco.

L’eccezionalità del caso vede, in questo volume, la presenza di un’autorevole firma: Alfonso Gambardella, massimo studioso internazionale dell’architetto Ferdinando Sanfelice a cui rinvia il progetto della scala del palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona a Napoli. Incerte sono le fonti archivistiche che documentano le trasformazioni del palazzo nobiliare, attualmente Casa Morra - Archivio d’Arte Contemporanea, e il nome dell’architetto ideatore della sua imponente scala settecentesca. La grandiosità della scala di palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona consiste nell’essere un ‘fuori scala’ sia materiale che immateriale, un evento narrativo di grande emozione nella concezione ‘immensa’ di spazio architettonico. A pianta esagonale, il disegno dell’impianto planimetrico e altimetrico nasce dalla sapiente abilità del progettista di articolare forme geometriche elementari in uno spazio plastico e dinamico, vibrante di tensioni strutturali e visioni multiple, simmetriche e asimmetriche. Elementi, questi, tutti riconducibili alla poetica progettuale di Ferdinando Sanfelice.

Questo libro nasce dall’interesse nei confronti della scala del palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona da parte della curatrice, Ornella Zerlenga, e del noto gallerista napoletano, Giuseppe Morra. La ricerca si sviluppa sulla base del protocollo d’intesa firmato fra la Fondazione Morra e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ per avviare collaborazioni scientifiche, ma anche azioni con ricadute attive sul territorio in termini di accrescimento culturale.
In tal senso, il rilievo e la rappresentazione della grandiosa scala di palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona, nella sua unità spaziale e sistematicità metodologica di ricerca monografica, è stato qui svolto per la prima volta nel corso del 2017 da un team di studio del suddetto Dipartimento, coordinato scientificamente da Ornella Zerlenga con Vincenzo Cirillo e svolto da Gianluca Delle Rose, Brigida Di Costanzo, Gessica Friello.
Introdotto dai ruoli istituzionali, Giuseppe Morra (direttore Fondazione Morra), Giuseppe Paolisso (Rettore UniCampania), Luigi Maffei (Direttore Dipartimento), il volume raccoglie i contributi di Pasquale Persico, economista e co-ideatore del piano di riqualificazione sociale “Il Quartiere dell’Arte”; Massimo Pica Ciamarra, co-autore del progetto di riuso del palazzo aperto al quartiere; Igor Todisco, i cui ‘punti di vista’ fotografici concludono la descrizione di una scala spazialmente mutevole.


Il libro, interamente bilingue in italiano e inglese, è stato edito per i tipi di La scuola di Pitagora.

Scheda libro: https://www.scuoladipitagora.it/catalogo/elenco-dei-titoli/in-preparazione/millumino-dimmenso-dettaglio

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Provengono da tutto il mondo - Italia, Egitto, Israele, Stati Uniti - e sono i primi laureati della Campania in Medicina e Chirurgia in lingua inglese all’Università Vanvitelli. Gli studenti ammessi all’esame finale, che si terrà il venerdì 20 luglio, sono sei: gli italiani Chiara Montedoro Mariarosaria Magaldi e Vittoria Miano, Claudia Ledda - statunitense con cittadinanza italiana -, Berger Yoav - israeliano, e Makram Boles - nativo egiziano con cittadinanza UK. La seduta di laurea si svolgerà nell’Aula Magna del Chiostro di S. Patrizia, luogo di particolare rilievo storico, sottoposto di recente a lavori di restauro e completamente rinnovato nell’allestimento. L’Università Vanvitelli è il primo Ateneo in Campania a laureare studenti in Medicina e Chirurgia in Lingua inglese. Il Corso di Laurea ha avuto un notevole incremento del numero degli iscritti, passando dai 30 iscritti nell’anno di attivazione ai 70 programmati per il prossimo anno accademico 2018/2019. Dei 70 posti previsti per il nuovo anno accademico, 62 saranno destinati agli studenti extracomunitari residenti all’estero e soltanto 8 agli studenti comunitari ed extracomunitari residenti in Italia.

"Gli studenti di questo corso rappresentano un esempio esistente della possibilità che giovani provenienti da Paesi anche in guerra tra di loro - pensiamo ad israeliani, siriani, libanesi, pakistani, turchi -, riescano a parlare, collaborare, seguire corsi, studiare e partecipare alle attività pratiche realizzando una vera comunità interculturale in armonia assoluta e pace - spiega Gianpaolo Papaccio, Presidente del corso di laurea - L'intuizione dell'allora Preside ed oggi Rettore Paolisso è stata realizzata: a Napoli l'internazionalizzazione è reale ed ha un valore aggiunto. Fornire ai giovani di tali Paesi la possibilità di laurearsi in Medicina e Chirurgia rappresenta inoltre per l'Italia e la nostra Regione un vanto".

Ti piace il nostro percorso internazionale? Partecipa alla sezione, consulta il bando di ammissione in Medicina e Chirurgia in Lingua Inglese.

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L'Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, con DR n. 824 del 22/11/2017 ha istituito il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni in considerazione della tipologia della comunità universitaria, nell’ottica di sviluppare l’esperienza finora accumulata dal Comitato Pari Opportunità e dal Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing .

Il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo si è insediato il 30/1/2018, e ha tra i propri obiettivi :

- assicurare, nell'ambito del lavoro pubblico, parità e pari opportunità di genere, rafforzando la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici;
- garantire il contrasto a qualunque forma di violenza morale o psicologica e a qualunque tipo di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, alla razza, all'origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua;
- favorire l'ottimizzazione della produttività del lavoro, migliorando l'efficienza delle prestazioni lavorative.


Il CUG, nell'espletamento delle proprie funzioni, esercita un ruolo di studio, di proposizione e di consultazione, costituendo l'organismo di riferimento per tutte le problematiche attinenti, in via diretta o indiretta, a questioni di parità e di pari opportunità.
Sul sito web di Ateneo, all’indirizzo http://unicampania.it/index.php/ateneo/organi/organismi/comitato-unico-di-garanzia, è stata attivata una pagina dedicata che vuole essere luogo d'informazione e di discussione delle problematiche connesse alle pari opportunità e punto focale di proposte e sviluppo di iniziative ad esse inerenti.

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World Psychiatry, la rivista diretta da Mario Maj, Direttore del DAI di Salute Mentale di quest’Ateneo, è la numero uno, in termini di impact factor*, tra tutte le riviste internazionali per le categorie di psichiatria e di scienze sociali. Staccando di quasi il doppio del punteggio JAMA, la seconda in classifica, la World Psychiatry consegue il risultato per il terzo anno consecutivo**, con un punteggio mai raggiunto prima da nessun’altra rivista di psichiatria. 

“Questa rivista è stata da me fondata nel 2002, e dal nulla è diventata la più letta e prestigiosa a livello mondiale in psichiatria - spiega il Direttore -. Ricevo ogni anno oltre 1.600 proposte di lavori da pubblicare, e l’impegno profuso da me e dai miei collaboratori è enorme. Naturalmente è una grande soddisfazione per tutti noi superare ampiamente, con le poche risorse a nostra disposizione, giganti come JAMA Psychiatry, Lancet Psychiatry o l’American Journal of Psychiatry."

Ma non solo. Il World Psychiatry è per il secondo anno consecutivo, al primo posto tra tutte le riviste dell’area delle scienze sociali e del comportamento, e si colloca tra le prime quindici riviste in tutto l’ambito delle scienze mediche.
"Il fattore fondamentale che determina il successo della rivista è la scelta di temi di grande rilevanza per la pratica quotidiana dei clinici, e l’individuazione tempestiva dei filoni di ricerca destinati a diventare popolari negli anni successivi: un esempio tra tutti, il filone dell’interazione tra i disturbi mentali e varie patologie fisiche, a cui fa riferimento lo slogan – da noi ideato e diventato popolarissimo in tutto il mondo – “No health without mental health” (“Non c’è salute senza salute mentale”) - conclude il docente.

*L’impact factor è un indice basato sul numero delle citazioni ricevute nei due anni precedenti dai lavori pubblicati, è l’espressione più attendibile del livello scientifico di una rivista e del prestigio di cui essa gode nella comunità degli studiosi.

**Fonte agenzia americana Thomson Reuters

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Cinque studenti vincono il premio per le migliori fotografie dell'Università. Saranno consegnati dal Rettore Giuseppe Paolisso, mercoledì 12 settembre alle ore 11, nella Sala degli Affreschi del Chiostro di Sant'Andrea delle Dame, in via De Crecchio 7, i premi (iPad di diversi modelli) per gli studenti che si sono cimentati nel realizzare ognuno di lor almeno dieci immagini rappresentative dell’Ateneo, delle sue

sedi, delle attività che avessero loro stessi come protagonisti. Con i loro obiettivi, i giovani studenti della Vanvitelli hanno saputo cogliere momenti particolari per raccontare la loro vita universitaria in luoghi particolarmente significativi (cortili, aule, laboratori) o anche immagini capaci di cogliere attimi e emozioni.

Un concorso, quello per "Le fotografie più belle della tua Università", che ha voluto rafforzare il senso di appartenenza degli studenti dell’Università Vanvitelli, ma anche a dare vita a materiali fotografici che possano diventare patrimonio dell’Ateneo utile alla comunicazione nelle sue varie forme.

Graduatoria dei vincitori

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I principali risultati delle attività di ricerca conseguiti nel 2017 e caratterizzanti la missione dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” sono sintetizzati nella Relazione a consuntivo sulla Ricerca – anno 2017. 
In un contesto ed in coerenza sia con le complessive strategie dell’Ateneo che con i criteri di programmazione e di valorizzazione previsti dal complessivo sistema universitario, con particolare riferimento all’obiettivo dell’Autonomia responsabile (di cui al DM 635/2016), la Vanvitelli si pone con dei dati concreti, collegati all’area Ricerca, in un contesto di miglioramento continuo.
La Relazione completa la documentazione per il Bilancio consuntivo.
Vai alla Relazione

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Un programma per la formazione di dieci “super medici”, un percorso per sostenere i “cervelli” contro la fuga con opportunità concrete per lavorare sia in campo clinico che nella ricerca sperimentale.

Si chiama Programma MD/PhD il percorso di formazione di eccellenza per dieci futuri medici che l’Università Vanvitelli, unica in Italia insieme all’Università di Torino, offre ai suoi studenti.
Si può accedere dal secondo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, e si prosegue fino al sesto anno, studiando e facendo nello stesso tempo ricerca scientifica ad alto livello.

Il programma “acchiappacervelli” della Vanvitelli, prevede che i dieci studenti selezionati non dovranno pagare le tasse universitarie, ma anzi riceveranno una borsa mensile di circa 1000€.

Leggi il Regolamento per il funzionamento del programma MD/PhD e consultra il bando di ammissione

“Si tratta di un programma sperimentale – spiega il Rettore Giuseppe Paolisso - che abbiamo scelto di offrire ai nostri studenti per offrire opportunità concrete di crescita a quelli che hanno davvero una marcia in più e che vogliono restare nel loro Paese a fare ricerca o attività clinica ad alto livello. Quello che garantiamo è un titolo che ha valore sostanziale e che garantisce competenze e conoscenze di eccellenza”.

I giovani prescelti in determinati periodi dell’anno accademico e a partire dal 2 anno di Medicina saranno affidati ai migliori ricercatori della Scuola di Medicina e potranno anche studiare in prestigiosi istituti di ricerca, enti regolatori e università nazionali ed internazionali, totalmente a spese dall’Ateneo.

I criteri di selezione saranno tutti oggettivi: per il 60% la posizione in graduatoria nazionale dell'accesso programmato a Medicina, per il 20% la media del voto agli esami del I anno e per il 20% la più giovane età. I 10 studenti scelti dovranno quindi: 1) conseguire 60 crediti in laboratori di ricerca del nostro Ateneo o e altre istituzioni, in aggiunta ai 360 crediti previsti nel piano di studi, per totalizzare complessivamente 420 crediti; 2) fare ricerca scientifica a livello internazionale documentata da pubblicazioni su riviste con peer review; 3) essere in regola con gli esami e mantenere una media non inferiore a 28/30.

“Questo percorso – spiega ancora Paolisso - potrà condurre ad un accesso facilitato al Dottorato di Ricerca e incentivare il percorso al ruolo di Ricercatore Universitario in funzione dell’attivazione del Policlinico di Caserta. Si tratta di un progetto innovativo e di assoluta eccellenza in Italia ed è un percorso aggiuntivo di eccellenza della Scuola di Medicina”.

 

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Il campionato di calcio si è concluso da venti giorni con la vittoria del 7° scudetto consecutivo da parte della Juventus. Il Napoli è arrivato secondo a pochi punti. Ma agli occhi di gran parte del pubblico calcistico, tifosi e non, avrebbe meritato di vincere, sebbene ciò sia poco o nulla rappresentato nel racconto televisivo e radiofonico nazionale. Perché non è accaduto? Le ragioni vengono rinvenute in vario modo. Quella che i media televisivi nazionali non hanno messo in adeguata luce sarà oggetto di riflessione da parte di studiosi e professionisti del foro, sollecitati dagli spunti proposti da giornalisti: il campionato sembra presentare uno svolgimento falsato perché alcune decisioni obiettivamente sbagliate hanno pregiudicato il cammino del Napoli. 
La vicenda getta ombre che si allungano fino ad accendere una spia sulla effettiva persistenza dello Stato di diritto nel nostro Paese. I problemi che affliggono il campionato di calcio sono solo apparentemente di scarsa rilevanza generale. Siccome il fenomeno calcio ha una enorme importanza sociale ed economica, i suoi problemi sono un prezioso indicatore di quel che sta accadendo nella società e nelle istituzioni. Quanto è accaduto nel campionato viene considerato, da chi ha pensato e organizzato questo incontro di studio, un segnale pericoloso e preoccupante. Non sembri una esagerazione. I professori fanno molta fatica a convincere gli studenti che debbono conservare la fiducia nelle istituzioni, perché si sentono sempre più privati della speranza. Sono convinti che non ci sia niente da fare. Sono rassegnati ad accettare un mondo nel quale vincono sempre i più forti e che le regole non valgono per tutti allo stesso modo, come solennemente sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Se poi, nonostante lo studio delle istituzioni e della legge, vedono che persino nel calcio le regole non sono applicate in modo eguale, favorendosi i più forti senza rimedi praticabili, si capisce il perché della preoccupazione. Questa sfiducia non mina soltanto la credibilità del campionato di calcio, ma più in generale quella del sistema istituzionale, della democrazia.

V’è anche un altro punto centrale della riflessione su campionato e Stato di diritto. Quello della libertà d’informazione e del diritto ad essere informati. Sono effettivamente liberi i media nazionali nel racconto del calcio? È sufficiente una semplice e banale constatazione dei fatti per rilevare che nelle telecronache, nei commenti post-partita, minimizzando la rilevanza degli errori arbitrali ai fini del risultato, giustificandoli con l’umanità dello sbaglio, si punta a privilegiare la di-scussione sulle opinioni tecnico-tattiche, così distraendola dal centro della que-stione. Di fronte a ripetute decisioni arbitrali inspiegabili, per fare giornalismo se-riamente, andrebbero messi a fuoco i problemi, gravi, che quelle decisioni errate sollevano. Purtroppo, però, il quarto potere non si mostra libero.
Giuristi professionisti, giornalisti e tifosi ne parleranno insieme l'11 giugno alle ore 9.30 nel corso dell'evento Campionato di Calcio e stato di diritto. L'importanza del suo svolgimento regolare oltre l'ambito circoscritto -  presso l'Aulario di Via Perla a Santa Maria Capua Vetere. In particolare, alcuni giuristi hanno ritenuto opportuno confrontarsi allo scopo di approfondire alcune questioni giuridico-istituzionali di non poco momento. Anzitutto, quella dei limiti in cui è ammissibile l’autonomia dell’ordinamento sportivo rispetto ai principi caratterizzanti l’ordinamento giuridico generale (illustrata dal prof. Venditti). A seguire, quella della morfologia giuridica delle norme regolamentari che sovrintendono al gioco e dell’applicazione di esse da parte di arbitri e VAR (affrontata dal prof. Clemente di San Luca). E poi, quella della definizione di ‘verità’ e di ‘falso’ e della linea di confine fra l’una e l’altro, con particolare riguardo al reato di frode sportiva (trat-tata dal prof. Balbi). E ancora, quella dell’insegnamento derivante dalla cd. ‘vi-cenda Calciopoli’, di cui non sembra essersi fatto tesoro adeguatamente (discussa dall’avv. Botti e dal procuratore della Repubblica Maresca). Ed infine, quella del-la libertà di informare e del diritto ad essere informati nell’attuale panorama dei media televisivi e radiofonici nazionali, solo apparentemente pluralistico (chiarita dal prof. Scala).
Le conclusioni dell’incontro sono affidate ad un insigne matematico (il prof. Trombetti) che proverà a ‘cucire’ le riflessioni degli studiosi del diritto, nella ma-niera sottile e brillante che gli è propria.

Locandina 

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