Mercoledì 11 maggio, alle ore 08:30, parte la seconda edizione di BEYOND ALL LIMITS, il convegno internazionale sulla Sostenibilità in Architettura, Urbanistica e Design organizzato dal Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Vanvitelli, in partnership con la Faculty of Engineering della University of Strathclyde di Glasgow e la Faculty of Architecture della Çankaya University di Ankara.

Il convegno si terrà nei giorni 11 e 12 maggio nel Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, a OFFICINA VANVITELLI, il distretto leggero della moda e del design in Campania. Il giorno 13, invece, si terrà un tour dei Siti Reali (Belvedere di San Leucio, Reggia di Caserta e Reggia di Carditello) e una visita a Casertavecchia nell’ambito di un social program.

Rispetto alla prima edizione, svoltasi con successo ad Ankara nel 2018 con un'ampia partecipazione di docenti e ricercatori del DADI/VANVITELLI, questa seconda di BEYOND ALL LIMITS, che si inserisce nel più generale programma di OFFICINA VANVITELLI, vuole affrontare il tema della sostenibilità inserendolo nell'attuale dibattito internazionale segnato dalla multiforme risposta alla pandemia. Per questo motivo, l'ambito scientifico e multidisciplinare della conferenza, che copre i campi dell'architettura, della pianificazione e del design, è stato progettato in base all'iniziativa del Nuovo Bauhaus Europeo.
Il New European Bauhaus, iniziativa voluta dal Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, risponde agli obiettivi del Green Deal europeo con un design centrato sull'uomo e promuove un nuovo modo di vivere in cui la sostenibilità coincide con lo stile, accelerando così la transizione verde in vari settori della nostra economia, come l'edilizia, l'arredamento, la moda, e nelle nostre società e altri ambiti della nostra vita quotidiana. I tre inscindibili valori fondamentali che guidano il Nuovo Bauhaus Europeo, Sostenibilità, Estetica, Inclusione, e che la Commissione Europea intende estendere ad ogni paese del mondo, sono stati anche le linee guida della conferenza.

Al convegno parteciperanno relatori italiani e stranieri, suddivisi in 18 sessioni parallele tra mercoledì 11 e giovedì 12, per esporre 110 presentazioni più quattro dei videomaker ammessi ad una tavola rotonda dedicata al futuro della moda sostenibile.

Il convegno si aprirà con una sessione plenaria, nella mattina del giorno 11 maggio, in cui è previsto l'intervento dei Rettori e Prorettori delle università partner, membri del Comitato d'Onore, dell’On. Ilaria Fontana, Sottosegretario di Stato per la transizione ecologica, del parlamentare europeo e relatore di Europa Creativa, On. Massimiliano Smeriglio, del Sindaco di Caserta, Avv. Carlo Marino, del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Caserta, Arch. Raffaele Cecoro, del Presidente di SYMBOLA, Ermete Realacci, del cofondatore di LeNS - Learning Network on Sustainability, Prof. Carlo Vezzoli del Politecnico di Milano, dei rappresentanti delle società scientifiche italiane che hanno concesso il patrocinio. La sessione plenaria di apertura si chiuderà con l'intervento dei presidenti e dei chair del convegno e con quello dei due Keynote Speaker, la Prof.ssa Patrizia Ranzo della Vanvitelli ed Ezio Manzini, Professore Emerito del Politecnico di Milano ed il più autorevole esponente mondiale del Design Sostenibile.
Hanno concesso il Patrocinio la Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Campania, il Comune di Caserta, la CUID, Cumulus Association, il Dottorato di Ricerca in Architettura, Disegno Industriale e Beni Culturali Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, LeNS, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Ceserta, PROARCH, SID, SIEV, SITdA, SIU, SYMBOLA, UID.

Il convegno si terrà in inglese e i partecipanti saranno chiamati a preparare interventi di almeno 10 minuti. Gli extended abstract saranno raccolti in Atti pubblicati in un e-book con ISBN e comitato scientifico internazionale. In una fase successiva, i full paper potranno essere pubblicati in uno special issue di riviste di alto livello. Tutti i contributi scientifici saranno sottoposti a un processo di double blind peer review.

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I lavori in lino degli studenti in mostra a Procida. Il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Vanvitelli ha stipulato un accordo di programma con il Comune di Procida, finalizzato alla collaborazione in progetti dedicati alla conoscenza e valorizzazione del suo patrimonio, sulla base delle competenze scientifiche presenti al suo interno e della comunità di studenti a cui è rivolta la sua attività formativa.

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Da qui una convenzione con l’Associazione Chiaiolella Borgo Marinaro individuata quale soggetto attuatore della mostra Fili d’ombra, fili di luce, programmata tra gli eventi del 2022, nell’ambito della quale si è strutturato il contributo scientifico e progettuale che il gruppo di ricerca dipartimentale (Ornella Cirillo – responsabile scientifico -; Caterina Cristina Fiorentino, Roberto Liberti – coordinamento scientifico –; insieme agli studenti del Corso di Laurea in Design per Moda: Assunta Battaglia, Mattia Cilento, Luigi Marco di Tommaso, Ileana Maietta, Federica Matacena, Rosa Martina Palma, Martina Valletta, e del Corso di Laurea in Design per l’Innovazione: Andrea Chiara Bonanno, Vincenza Caterino), ha condiviso con i diversi attori coinvolti nella mostra (oltre il DADI, il Comune di Procida, le Associazioni Chiaiolella Borgo Marinaro e Minerva, che aggregano sensibili eredi di questo patrimonio, il carcere di Pozzuoli, dove con la Palingen S.r.l. di Marco Maria Mazio, si praticano il cucito e il ricamo come attività di inclusione sociale), con l’auspicio concreto di diffondere la conoscenza della produzione di manufatti in lino connessa alla storica lavorazione di questo tessuto nell’opificio di Terra Murata e nelle case dell’isola.

Il focus del progetto si è specificato nella lettura di questa tradizione nel quadro della storia sociale e produttiva locale, e nella sua restituzione in una narrazione inedita, basata su un lavoro di co-progettazione di una collezione di manufatti “conscious”, che interpreta – e non altera – secondo un linguaggio contemporaneo gli elementi del corredo in lino. Al centro del processo di ricerca-azione l’oggetto fisico di riferimento è, dunque, il “curriero” procidano, inteso quale detonatore di narrazione, cioè come oggetto capace di esprimere l’insieme delle componenti culturali che ne hanno determinato la nascita, la sopravvivenza e anche la sua possibilità di trasformazione. Così federe, lenzuola, camicie da notte e asciugamani, attraverso procedimenti di sovrapposizione, piegatura o assemblaggio – le antiche pratiche con cui i corredi hanno avuto origine e conservazione nel tempo – sono diventati elementi compositivi di un’insolita collezione di upcycling di cappe e arredi per la casa, denominata “Linusitato”, combinazione tra il nome latino della pianta, linum usitatissimun, e il termine che allude alle insolite interpretazioni che possono derivare dall’attualizzazione della tradizione.

Inoltre, volendo diffondere con tale progetto la filosofia della “seconda opportunità” per oggetti speciali come i corredi dei procidani e idealmente per le donne sacrificate a una vita di isolamento nel carcere di Pozzuoli, ma nobilitate dall’etica del lavoro come i primi reclusi del penitenziario di Terra Murata, l’azione di cooperazione si è ampliata territorialmente e temporalmente, offrendo alla Palingen S.r.l., che promuove nella casa circondariale puteolana attività di reinserimento nel mondo lavorativo, un progetto di accessori che vada in produzione al di là della mostra stessa.
L'operazione ha assunto così la dimensione di storia collettiva e Procida ha congiunto mondi finora lontani nel tempo e nello spazio.

La mostra Fili d’ombra, fili di luce verrà inaugurata il 23 giugno e permarrà nelle sale del carcere di Procida per sei mesi.

Sessanta "Ecobags" sono state realizzate, a costo zero, dagli studenti del Laboratorio di Design per la moda 2 del Corso di Laurea in "Design per la Moda" grazie al progetto "The Second Life" frutto della relazione con le Zirre Napoli, Carpisa, AzzeroCO2, e Logeco riciclando e rimpiegando borse di "seconda mano".

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Lo scorso settembre Carpisa ha inaugurato la stagione autunnale con un’iniziativa all’insegna della sostenibilità e della circolarità: The Second Life, nata dall'accordo con "Le Zirre Napoli", azienda napoletana leader nella produzione di borse e accessori, all’insegna del riciclo, nel rispetto dell’ambiente e vicina agli animali. Gli acquirenti dei prodotti Carpisa depositando borse e zaini non più utilizzati nei diversi punti vendita, hanno ricevuto uno sconto per l'acquisto di un nuovo prodotto.

Ad ottobre, poi, le Zirre hanno effettuato una cernita degli accessori, destinati al macero, presso l'azienda Logeco, pluricertificata, nel settore della raccolta, trasporto, recupero di rifiuti non pericolosi, da rilvorare e mettere in vendita con il marchio The Second Life. Una parte delle borse non più utilizzate è stata consegnata agli studenti del Corso di Laurea in Design per la Moda del DADI che hanno quindi  prodotto la special edition, "ECOBAGS for the second Life", il cui ricavato sarà devoluto all' Associazione animalista "Le Amiche di Lu onlus." Il progetto, a ridotte emissioni di CO2, grazie alla collaborazione con AzzeroCO2, società specializzata per la sostenibilità e l’energia fondata da Legambiente e Kyoto Club con soluzioni personalizzate ad enti pubblici, aziende e privati per ridurre il proprio impatto sull’ambiente e creare benessere condiviso, si occuperà di quantificare le emissioni di gas serra, associate ai trasporti e allo smaltimento delle borse.

I prodotti sono stati successivamente presentati alla titolare dell'Azienda Le Zirre, Paola Greco, durante una Mostra didattica tenutasi negli spazi del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale con il Direttore Ornella Zerlenga, il presidente del Corso di laurea "Design per la moda" Alessandra Cirafici e di Maria Dolores Morelli, docente del Laboratorio,

L'appuntamento con il "pubblico" sarà martedì 30 novembre alle 17 con il lancio delle linea "The Second Life" ed "ECOBAGS" presso lo store di Le Zirre Napoli.

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Opere di studenti del 1 anno in mostra al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Vanvitelli. La mostra raccoglie una selezione dei lavori elaborati dagli oltre 160 studenti del primo anno dei Corsi di studio in Design e comunicazione e in Design per la moda, insegnamenti di Storia del design e dell'architettura 1 A e di Storia della moda 1 B nell’a.a. 2021/2022.
"I lavori esposti, realizzati da studenti appena all’inizio del loro percorso universitario, costituiscono degli ‘esercizi di lettura’, svolti autonomamente e con momenti di confronto collettivi - spiega Giulia Ceriani Sebregondi, docente di Storia dell'Architettura - rispettivamente dello spazio architettonico dipinto e degli abiti indossati dai personaggi ritratti in opere di pittura italiana del XVI secolo".

La mostra intende valorizzare i lavori elaborati degli studenti, per evidenziarne la grande varietà e mostrare come uno stesso tema comune possa essere declinato in modalità sempre diverse seguendo le proprie attitudini e modalità espressive. Gli studenti, utilizzando le conoscenze e le capacità di comprensione acquisite durante le lezioni, hanno analizzato le opere da loro scelte per riconoscerne rispettivamente gli elementi dell’architettura e quelli della moda, anche attraverso l’uso del lessico specialistico appreso. 

"L’osservazione ravvicinata ha permesso di affinare lo sguardo, di vedere e comprendere aspetti che a prima vista non si era riusciti a scorgere, stimolando così una più generale attitudine alla riflessione: osservare per pensare - continua la docente. Il lavoro su uno stesso tema - la pittura italiana del XVI secolo -, ma diverso per ciascuno di loro - nella scelta della singola opera da esaminare-, ha inoltre contribuito a sviluppare la capacità di collaborazione, lo scambio e la condivisione delle conoscenze, sperimentando un apprendimento attivo e dialogico".

Moda, ricerca e sperimentazione in passerella al Milano Moda Graduate con Nea, la capsule collection nata in Officina Vanvitelli, dal suo creatore Luigi Chierchia, laureato magistrale alla Vanvitelli in Design per l'Innovazione, fashion eco design. La collezione, realizzata in collaborazione con Isaia&Isaia, azienda campana leader nel settore, è rientrata tra le finaliste della prestigiosa manifestazione tutta dedicata alle eccellenze delle scuole di moda italiane.

“NEA:welcome to 2050 è modello per un target giovane, dinamico, sofisticato e coscienzioso – spiega l’ideatore – una collezione che legge nuovi scenari e modelli urbani, preparando l'uomo di oggi al mondo del futuro”.

La capsule collection  nasce da un percorso che coniuga il fashion design e il “saper fare” di matrice artigianale.

Da un lato c’è la ricerca concettuale che ha tenuto in considerazione gli aspetti pratici delle giacche della collezione, dunque le possibilità di movimento, la indossabilità declinata su diverse tipologie di fisicità, l’esigenza di tasche calibrate sugli oggetti contenuti, persino i sistemi di protezione facciale contro l’inquinamento da polveri sottili.

Dall’altro, c’è la sperimentazione e creazione pratica dei capi con l’azienda partner del progetto, che ha orientato le soluzioni progettuali verso una reale fattibilità, anche in termini economici e di mercato. “L'azienda è diventata per il mio progetto un laboratorio – spiega Luigi - dove è stato possibile sperimentare nuove forme, materiali e processi, per introdurre piccole ma significative innovazioni nella sartoria napoletana”.

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Officina Vanvitelli, hub del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” presenta domani 29 aprile, dalle ore 9 al Belvedere di San Leucio, il progetto europeo Herewear finanziato dalla Comunità Europea per l’adozione e la sperimentazione di tessili da economie circolari prodotti localmente a base di rifiuti organici.

La Comunità Herewear riunisce stakeholder impegnati nelle attività di progetto, di cui l’attività centrale risiede nella strategia di costruzione della comunità che si impegna a sviluppare partenariati locali per creare economie circolari e resilienti che riuniscono: enti locali e settore pubblico; università e istituti di ricerca; ecosistemi delle imprese locali e dell'innovazione; cittadini, associazioni e ONG.

La conferenza e il workshop del 29 aprile lancerà una delle prime partnership di questo tipo in collaborazione con il Textile Lab del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale.

Il Textile Lab, per l’occasione, allestirà una mostra delle sperimentazioni tessili bio-basate realizzate presso il laboratorio.

Il workshop prevede le presentazioni del progetto e delle attività Herewear, seguiranno interventi del governo regionale e dei principali stakeholder. Il pomeriggio sarà dedicato a una mappatura interattiva degli stakeholder locali, in particolare dei GAL (Gruppi di Azione Locale) e dei Gruppi Operativi (PEI AGRI), che discuterà della catena del valore circolare per i tessuti e l'abbigliamento bio-basati.

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Tre progetti degli studenti premiati nel contest "Preziose Emozioni". Il concorso, promosso da "Roberto Giannotti", azienda famosa per i suoi gioielli "emozionali",  era rivolto agli studenti del Laboratorio di Design del Gioiello del Corso di Laurea in "Design per la Moda" del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, per la progettazione di collezioni coerenti con il core business della ditta e si è concluso con la premiazione di tre progetti e il conferimento di tre menzioni speciali negli spazi dell'Abazia di San Lorenzo ad septimum ad Aversa.
Il contest è una delle azioni generate dal Protocollo d'intesa sottoscritto dal DADI con l'azienda di preziosi.

"Un'esperienza concreta" così come ha sottolineato Ornella Zerlenga, Direttore del Dipartimento - nata dalla sinergia costruita con una delle Aziende generose e illuminate del nostro territorio".

L'attività di progettazione congiunta, durata due mesi, si è svolta all'interno del Laboratorio di Design del Gioiello a cura delle docenti Maria Dolores Morelli e Ornella Cirillo, confrontandosi, insieme agli studenti, a cadenza quindicinale, con i referenti dell'Azienda, al fine di far sperimentare agli allievi, alla conclusione del loro percorso di studi triennale, un'esperienza di tipo lavorativo. Il primo premio è stato conferito alle studentesse Venere Merola, Federica Palladino e Chiara Mangiacapra con l'artefatto "La casa dell'angelo" che hanno proposto una soluzione innovativa al classico ciondolo "chiama angeli" dono spesse volte conferito alle donne in gravidanza. Al secondo posto, il gioiello "Memorie del tempo" realizzato dalle studentesse Chiara Senese e Maria Flavia Cecere, al terzo, "Accord" di Angela Massimo, Luisa Migliore, Milena Santin.

Oltre ai premi previsti, Roberto Giannotti, CEO dell'Azienda omonima, ha svolto con le dottoresse Cinzia Ciaccio e Antonella Trevisonno, al termine della manifestazione alla quale hanno partecipato il direttore Ornella Zerlenga, Patrizia Ranzo, Presidente del corso di laurea "Design per l'innovazione", Alessandra Cirafici, Presidente del corso di laurea "Design per la Moda", Danila Jacazzi, Referente della Terza Missione del Dipartimento e Roberto Liberti Referente Job Placement DADI, un colloquio motivazionale con gli studenti-autori dei progetti premiati e menzionati, al fine di offrire loro la possibilità di svolgere stage retribuiti postlaurea.

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“Realizza la Copertina del Report RUS 2021” è il titolo della call lanciata dalla RUS (Rete Università per lo Sviluppo Sostenibile) a tutte le Università italiane. L’obiettivo della call è stato quello di tradurre in una immagine il tema proposto dalla RUS per il 2021: “Le Università per i territori nell’anno dell’ambizione climatica”.

Un tema difficile che, in un periodo complesso come quello attuale così tanto caratterizzato da fragilità e incertezze, gli studenti del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, seguiti dai loro docenti, hanno accolto e voluto affrontare in modo propositivo, esprimendo la propria volontà al cambiamento e veicolando temi di speranza, caratterizzati dalla stretta interrelazione fra esseri umani e natura, cura e salvaguardia dell’ambiente.

In particolare, il progetto risultato vincitore, realizzato dalle studentesse Gaia Esposito e Barbara Maione, esprime la simbiosi fra uomo e natura intesi come elementi complementari di uno stesso ecosistema.

Gli studenti che hanno partecipato sono stati seguiti da Roberta Angari, Rosanna Cianniello e Vincenzo Cirillo.

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Il Parco Archeologico di Ercolano, dopo la nuova veste dell’identità visiva, cambia abito anche al proprio personale e presenta le divise disegnate grazie alla progettazione congiunta con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

La collezione "DIVISE CONDIVISE" nasce dalla co-progettazione che ha coinvolto nello studio propedeutico Università e componenti dello staff del Parco.
La progettazione partecipata ha visto protagonisti docenti universitari, giovani laureati, tirocinanti e il personale del Parco, dalla elaborazione dei modelli, alla scelta dei tessuti e alla palette colori, per la realizzazione di indumenti comodi, confortevoli, ecologici, caratterizzati da tonalità ispirate direttamente dall’antica Ercolano, abiti pensati per chi vive e lavora a contatto con tanta bellezza, con accessori e stile di grande vestibilità che si prestano ad una diffusione più ampia affinché tutti possano condividere anche attraverso un capo di abbigliamento i millenari valori estetici e culturali della città di Ercole.

Dopo aver lanciato un programma basato sulle relazioni e connessioni con il territorio, in cui si innesta la Convenzione con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Vanvitelli, fortemente voluta dall'attuale Prorettore all'Innovazione tecnologica e informatica della Vanvitelli, Luigi Maffei e di cui è responsabile scientifico Maria Dolores Morelli, il Parco mette in campo la prima azione nello studio e progettazione delle divise stagionali per il personale del MIC in servizio presso il Parco Archeologico di Ercolano, oggi pronte per la presentazione dei disegni della Collezione.

“La realizzazione delle divise per i nostri addetti alla vigilanza – dichiara il direttore Francesco Sirano - è un segnale che rende evidente l’appartenenza al luogo. Le linee semplici, i colori tenui e i materiali ecocompatibili interpretano perfettamente lo spirito del Parco, un luogo di rinascita continua tra passato e futuro. Il nostro personale è il nostro biglietto da visita e volevamo che si sentisse a proprio agio in divise eleganti e riconoscibili a partire dalle quali saranno creati altri capi di abbigliamento e accessori da offrire ai nostri visitatori. Sono molto soddisfatto della sinergia con l’Università Vanvitelli e fiero della valorizzazione dei giovani in questo progetto, che lancia il forte segnale delle possibilità che questo territorio offre alle nuove generazioni”.

Le due istituzioni lavorano infatti in modo speculare e parallelamente sul territorio.

"La Convenzione con il Dipartimento - spiega Ornella Zerlenga, direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell'Ateneo - è stata siglata al fine di strutturare uno stretto collegamento tra la realtà accademica e quella del sito archeologico, attuando forme di collaborazione scientifica e di ricerca per la formazione, l’orientamento e la didattica, su tematiche di convergente interesse per i due Enti, strutturando attività di ricerca in ambito culturale, produttivo, tecnologico, contribuendo al rafforzamento delle relazioni tra Università, Enti, Aziende, Associazioni per lo sviluppo di processi educativi-produttivi."
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Il gruppo di ricerca del Dipartimento, caratterizzato dalla presenza di giovani laureati in Design per l'Innovazione e Design per la Moda: Raffaella Marzocchi, Luisa Gala, Maira De Vito, Rosa Riccitiello, Carmen Improda, Gabriella Di Nocera, Francesca Costanzo,  e Luca Vitale del Corso di Laurea in Design e Comunicazione, con la consulenza per i tessuti in canapa dell'architetto Milena Auletta, è partito per la conformazione delle caratteristiche degli outfit dal Mediterraneo, luogo di contaminazioni culturali per eccellenza, dove mare e terra si uniscono in un abbraccio inscindibile. Il percorso di fashion design ha inizio dal triplice significato della parola habitus: ambito, modo di comportarsi, abito; dunque ciò significa che dallo studio di ogni singola località può nascere un artefatto, un accessorio di design, un vestito, come accade per le divise del Parco Archeologico di Ercolano che ricordano la vasta gamma di forme, materiali e colori che si ritrovano nelle costruzioni pubbliche e private dell’antica città.

 

EchinoDesign è una mostra internazionale, promossa dal Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e da Città della Scienza, che si propone come una nuova opportunità per indagare, in modo transdisciplinare, il rapporto tra design, arte e scienza dal punto di vista della biomimetica, disciplina che si occupa di trarre ispirazione da principi, logiche, morfologie e strutture osservati in natura per la progettazione di tecnologie e artefatti innovativi.

L'esposizione include prodotti di design, artistici, e scientifici che interpretano, in chiave biomimetica, i caratteri biologici degli echinoidi (ricci di mare) osservati da diversi punti di vista e attraverso differenti livelli di indagine morfologici, generativi, strutturali, materici, dinamici e compositivi.
A partire dal 15 aprile è stata aperta una call, rivolta a designer, artisti, ingegneri e scienziati, per proporre idee e concept di artefatti ispirati agli echinoidi. I candidati hanno avuto la possibilità di consultare la guida Learning from Echinoids per approfondire la conoscenza scientifica dei caratteri biologici degli echinoidi e trovare suggerimenti sulle possibili applicazioni biomimetiche in base all’area di applicazione che intendevano indagare.

Le proposte sottomesse sono state valutate e selezionate dai curatori della mostra e vagliate da un Comitato Scientifico multidisciplinare composto da esponenti del design, dell'ingegneria e della scienza di rilievo internazionale.

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Alla call hanno risposto numerosi designer, artisti e scienziati provenienti da diverse parti del mondo tra cui Brasile, India, Germania, Spagna, Palestina e Francia. Alcuni progetti hanno coinvolto aziende campane di eccellenza come Spouf e Sixim Lab, in un’ottica di trasferimento tecnologico e terza missione.

Tra i prodotti esposti rientrano lampade, ausili biomedicali, prodotti di arredo multifunzionali, gioielli, dispositivi comunicativi, nuovi materiali, accessori e risultati di ricerche scientifiche.

La mostra verrà esposta a partire dal 24 febbraio 2022 alle ore 17 presso Città della Scienza di Napoli nel Foyer alto. Mediante l'integrazione di diversi punti di vista e differenti interpretazioni sul tema degli Echinoidi, sarà offerta al pubblico un'esperienza multidisciplinare e multisensoriale, che consentirà anche ai visitatori meno esperti, di immergersi nell’affascinante mondo degli echinoidi e di comprenderne sia l’incredibile valore ambientale sia le potenzialità di ispirazione per lo sviluppo di nuovi artefatti. 
L’apertura della mostra fisica sarà anticipata il 24 febbraio mattina alle 9 da una conferenza internazionale su piattaforma digitale Teams sul tema della relazione tra design e biologia marina, con particolare attenzione alla ricerca sugli Echinoidi. Alla conferenza interverranno esperti e scienziati di fama mondiale provenienti dal mondo della biologia e del design bioispirato.

invito

Una sperimentazione innovativa per una calzatura ecosostenibile. Si chiama ECO_SHOES il progetto della studentessa Sefora Maria Di Palo che nasce dall’analisi del sistema calzaturiero saldamente consolidato nel territorio campano. Le ultime ricerche di settore mostrano come la ricerca sulla sostenibilità ambientale sia tra i temi emblematici della nostra epoca, il cui interesse attrae sempre con più insistenza i mercati internazionali. La coesione tra il prodotto industriale e il processo ecosostenibile è il focus principale di questo progetto (Turor: prof Roberto Liberti - Co-tutor: prof.ssa Patrizia Ranzo), che vuol dunque proporre lo studio e la prototipazione di una collezione di calzature a zero impatto ambientale.

jLa produzione di prodotti eco-friendly va ad inserirsi in un mercato innovativo che è quello calzaturiero campano che produce già oggi per importantissimi brand del lusso internazionali. Tutto è connesso nella progettazione del manufatto finale, dalle produzioni Aversane calzaturiere intercettate, al rapid prototyping con le stampanti 3D di Officina Vanvitelli, al focus del progetto che focalizza l’idea di una diminuzione degli elementi che compongono la stessa scarpa, eliminando tutti gli elementi intermedi materiale ecosostenibili in una politica progettuale tipica della green economy.

Il progetto rientra tra le attività di Officina Vanvitelli, nuovo modello di formazione avanzata proposta dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli che raccoglie le sfide del futuro ed è improntato all'acquisizione di nuovi strumenti che permettono di realizzare un tipo di formazione “su misura”. Grazie all'uso di tecnologie digitali (laptop personali, smartboard digitali) l'approccio alla didattica sta via via evolvendo verso un modello personalizzato di apprendimento che combina l'insegnamento tradizionale con la tecnologia digitale; utilizzando software di analisi per tracciare gli avanzamenti degli studenti, concentrandosi sulle competenze piuttosto che sul numero di ore dei crediti, l'ecosistema della formazione dovrà essere il più esteso possibile in considerazione delle rappresentanze del mondo dell'imprenditoria e associativa. Attraverso un processo di "co-design" ad Officina Vanvitelli, studenti, laureati magistrali nelle discipline del Design, docenti, mentor e rappresentanti delle imprese sono orientati a elaborare nuove idee per l'ammodernamento dell'università per la ridefinizione dei confini tra il curriculum universitario e le richieste delle imprese per creare più esperienze di apprendimento pratico. L'obiettivo di queste iniziative è fornire agli studenti/futuri designer un grado di competenze misurabili grazie ad un maggiore uso della tecnologia, delle analisi dei dati e della valutazione delle competenze stesse in riferimento alle richieste del mondo del lavoro.
Nove borsisti nel 2019-2020 hanno lavorato su nove progetti innovativi di cui presentiamo due specifici settori: il settore calzaturiero avanzato e l’aerospaziale.

 

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