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Kit esperenziali per la fruizione museale dei bambini. Sono stati impegnati nei laboratori didattici del Museo MANN con ottimi risultati i kit prodotti da un team del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” coordinato da Carla Langella, nell'ambito del progetto “Progetto di ricerca scientifica per il design di esperienze fruitive museali nell'ambito del Laboratorio MANN for kids”.
I kit, dedicati alle sezioni Magna Grecia, Egizia, Collezione Farnese e Metalli, Avori e Vetri, sono stati sviluppati con il supporto del servizio educativo del MANN, per essere impiegati nei laboratori didattici del museo.
Il principio di base su cui si fonda il progetto è che l'uso diffuso e prolungato delle tecnologie digitali sottopone le persone, e in particolare i bambini, a una elevatissima quantità di stimoli visivi: immagini, foto, video, colori con ritmi sempre più veloci, incalzanti e frenetici. Questo ha portato le nuove generazioni a una riduzione della capacità di attenzione e alla difficoltà di soffermare lo sguardo sui particolari per apprezzarne i dettagli e i significati.
Nel progetto dei kit il design avvicina i bambini ai musei attraverso un approccio human-centred che colloca al centro del processo creativo desideri, attitudini, abilità e gusti dei piccoli utenti.
Il design dei kit si fonda sui risultati dei più recenti studi neuro-cognitivi sulla percezione degli spazi, sull'orientamento e sulla capacità di costruire gerarchie cognitive dei bambini. Mappe pop-up che rappresentano lo spazio attraverso una visione tridimensionale, lenti di ingrandimento che integrano matite per eseguire sketch dal vivo dei dettagli dei reperti e giochi creativi sono gli ingredienti su cui costruire esperienze analogiche emotivamente dense, partecipative, coinvolgenti e multisensoriali.
I kit inducono a soffermarsi sui dettagli e sulla componente concreta e materica dei musei controbilanciando le difficoltà di concentrazione e attenzione sempre più diffuse nelle nuove generazioni a causa dell'iper-digitalizzazione.
I bambini, interagendo con il museo e con i materiali dei laboratori, possono lasciare tracce della loro esperienza ai visitatori successivi, possono condividerla all'interno ed all'esterno dello spazio museale con altri visitatori determinando esperienze dinamiche di intersezione spaziale e temporale.
I kit sono studiati per favorire una relazione tra i piccoli visitatori che attraverso i laboratori vengono sollecitati a percepire la presenza degli altri, a osservarsi e a interagire tra persone oltre che con il museo.

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Gli studenti della Vanvitelli creano la nuova medaglia per la gara podistica di Aversa. Mercoledì 10 luglio, alle ore 11:00 presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell'Università Vanvitelli si svolgerà l'evento di premiazione e presentazione della medaglia, che rappresenterà la sesta edizione della STRANORMANNA 2019, gara podistica che vedrà più di 2.500 partecipanti e che si svolgerà per le vie cittadine di Aversa a settembre 2019.

In virtù del Protocollo d’Intesa, firmato fra ADS-L’Altra Aversa e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, le studentesse e gli studenti del CdS in 'Design e comunicazione' hanno sviluppato all’interno del Laboratorio di Graphic creations idee per il progetto della nuova medaglia, che rappresenterà la VI Edizione STRANORMANNA 2019.
Durante l’evento saranno presentati i risultati e premiate le migliori proposte.

locadina

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Milano Moda Graduate, Luigi Chierchia tra i finalisti per i progetti della sezione YKK.
Laureato nella laurea magistrale in design per l’innovazione - curriculum Fashion Eco Design -  Luigi realizzerà un outfit dedicato, che sfilerà in occasione di Milano Moda Graduate in apertura di Milano Moda Uomo di giugno 2019. CNMI e YKK, main partner dell'evento, supporteranno gli studenti nella realizzazione del capo e durante l'evento YKK assegnerà un premio che consisterà in un viaggio formativo in Giappone e un premio in denaro del valore di 5.000 euro.

Ai finalisti verrà inoltre data la possibilità di partecipare al un programma educational di circa 5 incontri costituito da workshop, consulenze specifiche e contatti diretti con le aziende. 

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Con la lecture di Osvaldo Montalbano, stilista cuneese di fama internazionale che opera dagli inizi degli anni Ottanta, Officina Vanvitelli prosegue nel suo fitto calendario di eventi che animano l’hub creativo che la Vanvitelli ha dedicato ai suoi giovani talenti del design offrendo loro l’opportunità di un confronto diretto con i protagonisti della scena culturale contemporanea. Appuntamento al Belvedere di San Leucio mercoledì 26 giugno 2019 alle ore 10.30.
Agli esordi della sua carriera Montalbano collabora con diversi stilisti delineando sempre più chiaramente la sua ricerca attraverso la chiara appartenenza ad una dimensione creativa che predilige la poesia ed interpreta l’abito come veicolo di emozioni e di una nuova estetica indossabile. Partecipa a numerosi concorsi mantenendo uno spirito di continua ricerca e sperimentazione.
Montalbano crea con grande maestria un personale universo stilistico, salvaguardando le sue idee anche nel confronto con le variabili del mercato. La sua moda resiste all'obsolescenza stagionale e si arricchisce di nuovi contenuti; rappresenta un universo colto e raffinato riservato ad una clientela internazionale abituata ad estetiche non ordinarie. L’incontro con Osvaldo Montalbano sarà l'occasione per approfondire la sua ricerca stilistica nel contesto della produzione contemporanea con uno sguardo particolare al suo sviluppo successivo attraverso la realizzazione di capi dalle tipologie e dai materiali innovativi.

http://www.osvaldomontalbano.com/intro.html

 

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Progetto green al Fuorisalone di Milano, due laureati dell'università Vanvitelli presentano il progetto ecosostenibile con l'architetto indiano Saket Sethi, già volto tv in India. Vincenzo Falcone, partner di Sethi e Sebastian Cacciapuoti co-founder di Smartlab Studio, saranno a Milano, in piazza Gae Aulenti al Tesla Design Lounge il 12 aprile 2019 con Sunoo, il rooftop ecosostenibile made in India. 
Il Fuorisalone di Milano è l'evento di design più prestigioso e importante al mondo.
“Tesla era alla ricerca di un designer che incarnasse la loro filosofia: futuro ed ecosostenibilità. Per questo ho presentato sia il progetto architettonico che della comunicazione curato dello studio di architettura e design e comunicazione Smartlab Studio - spiega Vincenzo Falcone, laureato in Architettura degli interni e per l'autonomia -. L’energia, sotto l’aspetto della spiritualità, è un elemento plus del progetto. Ne è l’esempio la casa progettata da Saket caratterizzata dalla presenza esterna del tempio induista. L’ecosostenibilità è data dal green rooftop, il più grande tetto verde privato in India. Anche il futuro è un elemento vincente: per la prima volta, il tempio viene portato al di fuori della corte della casa indiana tradizionale. Ma a sposare questi tre denominatori è stata anche la comunicazione studiata ad hoc da Sebastian Cacciapuoti. Queste sono state le ragioni che hanno portato Tesla a volerci a Milano" - conclude l'architetto. 

L'incontro tra Tesla, Saket Sethi e il nostro team è stato reso possibile dall'avere un obiettivo comune, quello del green design, che viene, inoltre, ad essere l'occasione per dar vita ad una tessitura di mondi e culture diverse - continua Sebastian Cacciapuoti, laureato in architettura. - Presentandosi al pubblico come un costruttore di auto elettriche rivoluzionario, Tesla si fa portavoce di una filosofia incentrata sul futuro e sull'eco-sostenibilità. La sua missione, non a caso, è quella di puntare quanto prima alla completa sostituzione dell'utilizzo di combustibili fossili, a favore di un futuro a zero emissioni. In questa partnership ci inseriamo, con la comunicazione, noi di SmartLab studio". 
La campagna di comunicazione è, naturalmente, a zero impatto ambientale, attraverso dell'utilizzo di materiali eco-sostenibili. 

Ai ragazzi vogliamo dare un messaggio preciso - aggiungono i laureati: ampliate le vedute, andate oltre, viaggiate. Ma la cosa più importante è condividere culture e pensieri: solo in questo modo è possibile realizzare un progetto bello e unico nel suo genere. Non ci sentiamo di dare consigli bensì esempi, crediamo che nel nostro piccolo possiamo essere di esempio. Siamo orgogliosi del nostro territorio d’origine e dell’Università che ci ha formati. Dobbiamo abbattere tanti pregiudizi: chi viene da piccole realtà, anche sconosciute, può crescere. Questo è un messaggio di ispirazione. La gloria e gli allori passano, questi messaggi restano: solo chi sogna e crede nei propri sogni può realizzarli, mai da soli, ma attraverso la condivisione”. 

(A sinistra, Vincenzo Falcone, al centro, Saket Sethi, a destra, Sebastian Cacciapuoti)

(A sinistra, Sebastian Cacciapuoti, al centro, Saket Sethi, a destra, Vincenzo Falcone)

Il progetto di Saket Sethi in mostra al Fuorisalone

(Il progetto di Saket Sethi in mostra al Fuorisalone)

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Garantire il massimo comfort ai viaggiatori nello spazio. Si chiama Humans In Near Space ed è il progetto incentrato sul tema del turismo spaziale nato nei laboratori dell'Officina Vanvitelli, moderno hub e officina di idee, su proposta di Adriana Figurato, laureata alla Vanvitelli. Tecnologia, prossemica, aspetti legati alla psicologia, tutto confluisce in un unico obiettivo: sviluppare un interior design psicologicamente sostenibile mantenendo uno stato di umanità in assenza totale/parziale di gravità. I risultati di questi studi potranno essere estesi ed applicati, oltre che alla dimensione spaziale tout-court, anche agli arredamenti interni dei tradizionali a mezzi di trasporto, come ad esempio aerei o carrozze di treni. 
Comfort a tuttotondo dunque, in cielo ed in terra!

Questo è uno dei dieci progetti di ricerca dei talenti creativi danno ufficialmente inizio alle attività di Officina Vanvitelli, che si apre il 3 giugno alle ore 11, presso il complesso monumentale del Belvedere di San Leucio. Si comincia con la presentazione dei progetti di ricerca dei 10 talenti creativi selezionati attraverso una call nei settori del Design, della Moda e della Comunicazione, che gli ha consentito di vincere altrettante borse di studio. I talenti disporranno di uno spazio di co-working attrezzato con computer, laboratori di simulazione e prototipazione, multiconference systems, otre che di banche dati, tutorship di esperti nazionali ed internazionali per configurare un modello di lavoro internazionale.
Durante il percorso di Officina Vanvitelli i borsisti avranno l’opportunità̀ di confrontarsi con il mondo del lavoro sviluppando competenze, capacità organizzative e collaborative, partecipando a progetti in staff che prevedono il contatto diretto con imprese ed enti.

L'inaugurazione delle attività di Officina Vanvitellievento è solo il primo di una serie di incontri, mostre, seminari tematici, workshop, sfilate che partiranno da giugno e culmineranno a dicembre con eventi internazionali nei settori della moda e del design. Nello specifico il programma di Officina sarà articolato su Open Lectures, lezioni magistrali aperte al pubblico sui temi dell’innovazione delle aziende design e fashion oriented, Talents, la presentazione di laureati Unicampania d’eccellenza, Manufactures, incontri con aziende, Events, incontri con stilisti, designers e stilisti attraverso mostre e sfilate, e Workshop.

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Una joint venture tra due giovani laureati della Vanvitelli e uno dei più famosi designer indiani. La cultura del Design internazionale, la capacità di mettere insieme le linee pragmatiche ed essenziali della cultura occidentale con le sofisticate e calde atmosfere orientali, le esperienze della tradizione artigianale elaborate attraverso l’alta ricerca tecnologica hanno travato un punto di sintesi nella inedita intesa che Sebastian Cacciapuoti e Vincenzo Falcone, due giovani laureati del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania, hanno da poco siglato con il famoso designer e architetto indiano Saket Sethi, già fondatore e socio prioritario dello studio Archilogics, con sede a Mumbai e Barcellona.

Sarà lui il protagonista della conferenza curata da Elena Manzo, che si terrà mercoledì 21 novembre 2018, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, nell’abazia di San Lorenzo ad Septimum in Aversa.

Saket Sethi, per la prima volta in Europa, mostrerà i suoi progetti e ci racconterà di se, della sua formazione, dei temi della sua ricerca, della sua straordinaria abilità nella progettazione 3D, di quando ha lasciato l’India per andare a studiare, prima, alla Woodbury Universiy di Los Angeles, dove si è laureato; poi, alla UC Berkeley, per specializzarsi in Digital Design e, quindi, alla New York University, per il diploma in Interior Design.

E’ da qui che è iniziato il suo percorso di investigazione nel “progetto della modernità” e di come trasferire le sue esperienze occidentali nelle vibrazioni energetiche, nella spiritualità etica e nella ricercata manualità artigianale, che hanno da sempre contraddistinto il Design del suo Paese. Su queste premesse, infatti, sono scaturiti i suoi più elogiati progetti, dal Being Human Office, realizzato nel 2012 per Salman Khan a Bandra (Mumbai, India) ai tavoli da caffe Crochet, disegnato nel 2016 e Petaloid, del 2017 o alla trasformazione del suo stesso studio di Mumbai. Ma Sethi si è confrontato anche con la complessità dello spazio architettonico dei più diversificati edifici, come quando ha vinto nel 2006 la gara a inviti per la “Aditya Birla Science and Tecnology Center” da costruire su 45.000 metri quadri a Navi Mumbai o ha terminato il complesso progetto della villa Rangeshwar estesa su un’area di 2.500 metri quadri a Palghar, Maharashtra (India), con il primo tetto green realizzato in India e caratterizzata, al suo esterno, da un inedito tempio induista a forma di uovo, completamente ricoperto da tessere di Bisazza, dentro cui si respira un’atmosfera calda e avvolgente e dall’acustica perfetta. Il suo lavoro ottiene il riconoscimento internazionale e gran parte dei suoi lavori trovano spazio in alcune delle più rinomate riviste internazionali del settore, come Elle Decor, Interior e Domus Italia, che a ottobre gli ha dedicato l’entusiastico articolo Saket Sethi, the architect of energy.

Anche Sebastian Cacciapuoti e Vincenzo Falcone, entrambi di San Marcellino un comune della provincia casertana, hanno avuto un percorso di formazione articolato e internazionale: laureatisi, il primo, nel 2013 in Architettura Magistrale con una tesi seguita da Corrado Di Domenico sul progetto di un museo di arte contemporanea per Buonos Aires e, il secondo, nel 2016, in Architettura degli Interni e per l’Autonomia con una tesi in Luxury Retail Design del brand Loro Piana, seguita da Elena Manzo, si sono arricchiti di esperienze a Barcellona, Amsterdam, Madrid e Milano.
Venuti in contatto di Saket durante un soggiorno spagnolo, su questa comune base, sui loro entusiasmi e sui condivisi programmi per il futuro, recentemente, hanno dato vita a una nuova società progettuale Archilogics Smartlab Studio, con sede a Barcellona, Mumbai, Milano e Aversa. Ora vogliono condividere questa proficua e esemplare esperienza con il loro territorio di origine, tant’è che già si stanno pianificando e siglando accordi di collaborazione scientifica e professionale con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

 

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Dall’Università Vanvitelli alla Royal Academy di Anversa, selezionato da Vogue come talento emergente. Lui è Gennaro Velotti, laureato nel 2014 in Design per la Moda con una tesi sperimentale, “Sacra Dissolution”, realizzando tessuti e una collezione di outfits. Poi l’ingresso alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Belgio. Nel 2017 il diploma alla Scuola di Anversa e un anno dopo la rivista Vogue lo individua come talent emergente.
“Prendere parte a Vogue Talents è stata una sorpresa ed una rivalsa personale – ha detto Genni Velotti - Tornare in Italia ed avere la possibilità di presentare attraverso la mia collezione quello che oggi sono diventato è stata un'esperienza unica e toccante, soprattutto vedere che in qualche modo anche in Italia c'è ancora voglia di dare spazio nuovi designer emergenti”.

Un percorso iniziato all’Università Vanvitelli, con la triennale in Design per la Moda ad Aversa.
“Credo che la Laurea conseguita presso l'Universitá della Campania – racconta - mi ha aiutato ad avere una struttura ed una formazione sistematica, rendendomi abile nel muovermi in diversi fields nel settore moda. La Royal Academy viceversa mi ha aperto un mondo completamente diverso, senza molti schemi che purtroppo può essere pericoloso se non si ha un metodo o una formazione di base precedente. La Royal Academy di Anversa è un'accademia estremamente pragmatica, gli insegnanti hanno un metodo unico che ti spinge a ricercare ed sperimentare molti campi intono alla moda. Sin dall'inizio si é spinti a cercare nuove tecniche e sperimentare diversi media. L'elemento centrale è che si tratta di un metodo orientato a far emergere il carattere del singolo creativo. Per questo motivo é una scuola molto selettiva, si é immersi in un ambiente estremamente stimolante, caratterizzato da una sana competizione. Il metodo universitario al contrario apre a settori disciplinari diversi, l'università mi ha consentito di acquisire conoscenze che nel lungo periodo sono risultante indispensabili per la realizzazione dei miei progetti”.
La permanenza ad Anversa ha significato entrare in contatto con un ambiente internazionale e fare gli incontri giusti.
“L'Accademia è frequentata da studenti provenienti da tutto il mondo- conclude - che hanno voglia di esprimere se stessi attraverso le loro creazioni e far valere le proprie idee, quindi se si è openminded si può imparare da ogni singolo studente”.

Intanto Sara Maino ideatrice e promotrice del format Vogue Talents in scena quest'anno presso la prestigiosa sede di Palazzo Cusani, lo ha scelto tra tanti. E di certo questo non è che l’inizio.

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“Il riconoscimento del legame tra arte e storia può essere raggiunto solo attraverso la condivisione di un patrimonio artistico fino ad ora riservato agli occhi di pochi. Carditello, dal 2016 grazie all'acquisizione del sito da parte del Ministero dei Beni Culturali è diventato un luogo pubblico e accessibile avendo così l'opportunità di far parte della memoria collettiva. CHUB crea un ritorno di immagine positiva che mette in luce, agli occhi dei cittadini, l'identità storica ed estetica del territorio e lo proietta verso l'esterno, pianificando uno sviluppo basato sulla valorizzazione del patrimonio culturale.”

Così Adriana Figurato, laureata alla Vanvitelli in Architettura d’ Interni, ha spiegato il suo progetto di tesi dal titolo "CarditelloHub. A strategic project for Crafts Design Culture" in collaborazione con Agenda 21 Fondazione Carditello e Siti Reali Borbonici.
L’idea è chiara: un vero e proprio laboratorio creativo di idee e design campano, che si sviluppa seguendo la vocazione storica dei siti borbonici del nostro territorio, ancora troppo poco conosciuti.

In passato infatti proprio Carditello era sì un sito reale, ma era anche un vero centro produttivo d’eccellenza, infatti era molto conosciuta la mozzarella delle bufale che proprio a Carditello venivano allevate.

Era dunque naturale che il sito pionere del progetto fosse proprio la Reggia di Carditello per poi legarsi ad altri siti d’interesse storico come il Manicomio d’Aversa, storico produttore di canapa e San Leucio a Caserta, primo produttore tessile dalla metà del 700’ in Campania. CHUB riconosce la creatività dei Borbone, si intreccia con il presente e lo collega al futuro. Il progetto prevede il riutilizzo di aree dismesse, adibendo uno spazio-contenitore come allestimento temporaneo e modificabile.
Comunicare i beni culturali in modo innovativo è il filo rosso del progetto. Riabilitare luoghi poco conosciuti, ricreando in essi spazi espositivi del nostro design d’eccellenza, è la mission.
Per permettere ai visitatori di vivere un’esperienza sensoriale senza precedenti sarà possibile visitare I laboratori di Gioielleria e Sartoria progettati da Adriana nello spazio della Reggia di Carditello. Un’attenzione in più è legata agli ipovedenti, che avranno a disposizione una cartella push and pull in braille dell’oggettto esposto. Ciò permetterà l’accesso e la fruizione libera a tutti.In Chub Carditello attraverso questo approccio che unisce produzione manuffatturiera e divulgazione culturale , si sono racchiuse le idee per tessere e sviluppare al meglio I luoghi del terrirorio. Creare artigianalità e creatività made in Italy parte da qui.

Articolo a cura di Linda Maisto, Archeologa, e laureanda Vanvitelli in Archeologia e storia dell'arte. 

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Con la sua giacca da uomo stile “dandy metropolitano” ha battuto la concorrenza, composta da studenti provenienti dalle più prestigiose scuole università ed accademie di moda di tutta Italia.
E’ Emanuela Mammalella, classe 1991, studentessa in Design per l'innovazione al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, la vincitrice del Fashion Show di Milano Moda Graduate, manifestazione che premia i migliori prodotti realizzati da talenti della scuole e università di moda Italiane. Il suo capo, una giacca maschile, rivisitata in chiave “dandy metropolitano”, è il risultato finale del corso di Men's tailoring presiduto dal professore Roberto Liberti, nell'ambito del percorso fashion - eco design, in collaborazione con Kiton.

“Cerchiamo di offrire sempre il numero maggiore di opportunità ai nostri studenti, sia attraverso collaborazioni con aziende sul territorio locali e nazionali, che attraverso i nostri percorsi di studi professionalizzanti. in grado di assicurare un rapido inserimento nel mondo del lavoro grazie alla loro immediata spendibilità – spiega Roberto Liberti. – I nostri corsi si pongono in risposta al mercato, cercano di interpretarne prodotti, materiali e immateriali ed il made in Italy, che richiede ogni giorno di più professionisti capaci di gestire sistemi produttivi knowledge based”

Un importante riconoscimento, dunque, per la Vanvitelli, da parte dell’ente che promuove il Made in Italy, della camera nazionale della moda italiana, per una cooperazione sperimentale tra una azienda leader della sartoria maschile a livello internazionale e il mondo accademico. 

"La giacca che ho proposto prende ispirazione dalla tecnica pittorica del cloisonnisme, rappresentata sul capospalla attraverso dei sottili tagli verticali ed orizzontali, studiati direttamente sul cartamodello; la fantasia proposta è minimal e geometrica, ma attentamente studiata per ottenere un capo unico. Il capo è rivolto ad un "dandy metropolitano" di età compresa tra i 25 e i 45 anni, che sappia apprezzare l'eleganza e la sofisticatezza della lavorazione e l'intero progetto è stato studiato nel rispetto della tradizione sartoriale che da anni contraddistingue nel mondo il marchio Kiton - spiega la vincitrice -. Il mio percorso universitario mi ha fornito strumenti di progettazione fondamentali per la mia crescita nel settore moda, consentendomi di relazionarmi con aziende importanti in tutto il mondo, apprezzandone l'unicità. Spero che questo prestigioso riconoscimento apra nuove opportunità di crescita professionale nel settore del fashion design. Ringrazio di cuore il professor Liberti per la sua dedizione e la Kiton per aver aperto le porte dell'azienda al mio progetto" - conclude.

A premiare Emanuela, una giuria di expertise di moda mondiale, e non solo. Renzo Rosso, Anna Zegna, Tomaso Trussardi, Angela Missoni, Alessandra Carra sono solo alcuni dei giudici di gara, a cui si affriancheranno giornalisti delle più prestigiose riviste nazionali e internazionali, come il Financial Times, La Repubblica, Port Magazine, Nowfashion e numerosi buyer, tra i cui nomi c'è Harvey Nicols.

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