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Una giornata di confronto per esplorare le possibili relazioni tra musei e imprese al Museo Duca di Martina con "Musei e sviluppo locale: strategie per l'Handmade in Italy", curato da Claudio Gambardella, docente di disegno industriale all'Università Vanvitelli, e organizzato dal MUSA, sistema museale della Vanvitelli, con il Polo museale della Campania, ideato e promosso dall'associazione culturale non profit I Love Pompei. 
Nel corso del convegno ono state esplorate le possibili relazioni tra musei e imprese: le raccolte dei musei saranno fonte di ispirazione per designer e artisti, le loro creazioni potranno diventare prodotti di eccellenza.
"Incoraggiare lo sviluppo dell'Handmade in Italy - ha detto Gambardella, anche Presidente di I Love Pompei - è l'asse prioritario della salvaguardia del nostro artigianato, di quel design dei territori che deve rientrare di diritto nel più ampio pianeta del Made in Italy; a questo tema è dedicata anche una commissione tematica dell’ADI-Associazione per il Disegno Industriale".
Hanno partecipato all'evento, tra gli altri, il direttore del MUSA, Angelo Itro, Luigi Maffei, direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale (DADI) della Vanvitelli, Patrizia Ranzo, docente di Disegno Industriale al DADI e referente del progetto "Officina Vanvitelli", Francesco Izzo, direttore del Dipartimento di Economia e membro della Commissione scientifica del MUSA.

 

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Grande successo per "Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia", la mostra curata da Luca Molinari e Chiara Ingrosso, docenti al Dipartimento di Architettura all'Università Vanvitelli, tenutasi presso le sale di Palazzo Trinci a Foligno (PG). 

La rappresentazione dei tre mondi attraversati da Dante all’interno della Divina Commedia ha appassionato per secoli artisti, illustratori e scienziati visionari. Da Botticelli a Galileo passando per Gustave Dorè e Dalì, sono stati in tanti a cercare di riprodurre, attraverso potenti immagini, spazi, atmosfere e paesaggi dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso. L’architetto razionalista Giuseppe Terragni è stato il primo a dare forma architettonica all’immaginario Dantesco attraverso il progetto mai costruito del Danteum a Roma, immaginando il viaggio ultraterreno come fosse un’esperienza spaziale oltre che spirituale, resa tangibile attraverso gli strumenti dell’architettura.

La mostra "Divina Sezione. L’architettura Italiana per la Divina Commedia", ha dato spazio a una visione contemporanea dell’escatologia dantesca, con i disegni di oltre settanta architetti di diverse generazioni, che hanno creato una personale visione contemporanea dei mondi raccontati nella Divina Commedia. Autori come Francesco Venezia, Paolo Portoghesi, Cherubino Gambardella, Aimaro Isola, Francesco Librizzi, Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Franco Purini sono solo alcuni degli architetti che hanno contribuito con disegni originali a questa sfida visiva e intellettuale. Il catalogo della mostra, prodotto da Skira, è arricchito da contributi critici del dantista Riccardo Bruscagli oltre che di una serie di saggi di Alfonso Gambardella, Chiara Ingrosso, Simona Ottieri e Luca Molinari. Il progetto di allestimento è stato curato da Simona Ottieri con Maria Gelvi e Concetta Tavoletta e prodotto grazie al contributo di Knauf, utilizzando materiali solitamente impiegati nell’edilizia qui in una veste del tutto inattesa. La relazione visiva e concettuale tra l’immaginario tradizionale dantesco e una sua interpretazione attuale viene utilizzata come spunto per una riflessione più ampia che guarda al complesso e mutevole confronto tra racconto e immagine, filtrata attraverso visioni potenti e originali che riflettono sulla fragile natura del mondo contemporaneo riletto attraverso gli occhi di Dante.

 

I settanta autori in mostra appartengono a tre generazioni diverse di progettisti attivi sulla scena dell’architettura italiana contemporanea: 2A+P/A (Gianfranco Bombaci, Matteo Costanzo con Gergana Yaneva) — Benno Albrecht con Jacopo Galli — Laura Andreini – Studio Archea con Donatello D’Angelo — Carmen Andriani — Aldo Aymonino — Carmelo Baglivo — Guya Bertelli, con Paola Bracchi, Giulia Bonizzoni, Pasquale Mei — Nicola Braghieri — Andrea Branzi — Lorenzo Capobianco — Lucina Caravaggi, Alessandro Cimmino — Paolo Carli Moretti — Matilde Cassani — Francesco Costanzo — Raffaele Cutillo in collaborazione con Yorgos Spanodimitriou — Maddalena De Ferrari — Michele De Lucchi — Fernanda De Maio — Federico De Matteis — Manfredo di Robilant — Lorenzo Degli Esposti — Corrado di Domenico con Vittorio Golia e Salvatore Scandurra — Alfonso Femia con Diorama —
Alberto Ferlenga — Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Lorenzo Brunetti, Annalucia D’Erchia — Emanuele Fidone — Fabio Alessandro Fusco — Luca Galofaro — Cherubino Gambardella — Matteo Ghidoni — Paolo Giordano con Lorenzo Giordano e Carla Mottola — Stefano Guidarini, Pierluigi Salvadeo, Marina Spreafico — bda bottega d’architetti + D’apostrophe — Aimaro Isola — Ugo La Pietra — LABORATORIO PERMANENTE (Nicola Russi, Angelica Sylos Labini con Alessandro Zanoletti, Marco Di Forenza, Luca Cozzani, Francesca Lina Pincella) — Peter Lang — Vincenzo Latina — Francesco Librizzi — ma0 studio d’architettura (Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre) — Giulia Maculan — Camillo Magni, Ilaria Pedrini, Omar Rota, Lorenzo de Pascale — Raffaele Marone con Arcangelo Martino — IM STUDIO MI/LA (laria Mazzoleni, Richard Molina + Jessica C.R. Passos + Tri Ta – ricerca specie animali Lola Dompé) — Milk Train s.c. (Pierluigi Barile, Francesca Borgia, Giampiero Sanguigni) — Subhash Mukerjee — Maurizio Navone con Flavio De Rossi — Park Associati - Milano — Domenico Pastore — Pietro Carlo Pellegrini — Gianluca Peluffo — Carmine Piscopo, con Daniela Buonanno — Efisio Pitzalis — Piuarch (Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario) — Attilio Pizzigoni — Paolo Portoghesi — Franz Prati — Raffaele Pugliese e Dora Pugliese — Franco Purini — Franco Raggi — Massimiliano Rendina Con Vincenzo Merola, Cinzia Rosa, Antonio Paolo Verde — Renato Rizzi Con Susanna Pisciella, Marco Renzi — Michele Sbacchi — Valter Scelsi — Beniamino Servino — Tamassociati — Davide Vargas — Francesco Venezia — YellowOffice — Ground Action (Carlalberto Amadori, Francesco Cucchiara, Matteo D’Ambros, Roberto Zancan).

 

 

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Terza Conferenza nazionale di Public History presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania – Vanvitelli (Santa Maria Capua Vetere, CE) dal 24 al 28 giugno 2019 organizzata dall’associazione Italiana di Public History, con l’obiettivo di discutere e condividere esperienze e pratiche italiane e internazionali e di confrontarsi sulle numerose sfide della Public History.

Sessantacinque panel, cinque tavole rotonde, venti poster in esposizione, uno speed networking durante il quale i partecipanti al convegno si potranno informare sulle pratiche professionali della public history a colloquio con esperti dei vari settori; più di duecento relatori, tra docenti di scuola e università, storici indipendenti, ricercatori, giornalisti e operatori della cultura provenienti da tutta Italia e dall’estero. I cinque giorni di eventi, all’insegna dell’idea che la Storia debba essere concepita come un bene pubblico in costante dialogo con la società in cui è prodotta, avranno come teatro principale il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali di Santa Maria Capua Vetere e, nella giornata di giovedì 27 giugno, il Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” a Caserta. Il programma del convegno prevede inoltre visite ad alcuni dei più importanti simboli di un territorio ricco di storia e cultura, come il Museo di Capua e la Reggia di Caserta. La 3° conferenza annuale dell’AIPH, dopo quelle di Ravenna nel 2017 e di Pisa nel 2018, si sposta dunque al Sud. I temi scelti dall’AIPH quest’anno toccano, tra altri, proprio la storia del meridione d’Italia, con un’attenzione specifica al tema del brigantaggio e delle sue rappresentazioni e al recente dibattito suscitato dai nostalgici ritorni neoborbonici. Il pomeriggio del 24 giugno è specificatamente dedicato proprio ai molti eventi che hanno per tema il “neoborbonismo”. Fra gli altri temi affrontati quelli legati ai concetti di identità, confine, beni culturali, patrimonio materiale ed intangibile, paesaggi storici e ruolo della memoria nello spazio pubblico.

Molte sono le sfide a cui oggi sono chiamati a rispondere non solo gli insegnanti di storia – a scuola come nelle università – ma, più in generale, tutti coloro che praticano la public history in ambiti diversi, dai musei agli archivi, dalle biblioteche a tutte le altre istituzioni culturali, a cui vanno aggiunti il mondo della comunicazione e quello dell’industria culturale.

Alcune società storiche e professionali partecipano alla settimana della Conferenza e hanno dato il loro patrocinio all’AIPH. La 3° conferenza AIPH di Santa Maria Capua Vetere, anche per questo, sarà un vero laboratorio culturale, interdisciplinare e diacronico.

La Conferenza nazionale AIPH di Santa Maria Capua Vetere sarà una nuova occasione di confronto e di riflessione fra chi opera e lavora con e sul passato e sui modi in cui la storia è presente nella società, dall’università alle piazze, nelle scuole e nel mondo della formazione, nella cultura alta e in quella popolare e nella vita quotidiana delle nostre comunità.  L’invito a partecipare è rivolto a quanti svolgono professioni che afferiscono a vario titolo alla public history con la produzione di contenuti storici e didattici. Sono dunque molteplici gli ambiti a cui attenersi per l’invio delle proposte.

Programma

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Troppi Diritti. L'Italia tradita dalla libertà. Questo il titolo del libro di Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino, edito da Mondadori, che sarà presentato in Ateneo martedì 5 giugno, alle ore 11, nell'Aula degli Affreschi del Chiostro di Sant'Andrea delle Dame, in via de Crecchio a Napoli. 

È un’ipertrofia dei diritti ciò che spiega il declino italiano: questa la lucida diagnosi di Barbano,  Si tratta di un virus che ha infiltrato il discorso pubblico e da decenni blocca ogni tentativo della politica e della società di riscattarsi. Certo, in passato i diritti individuali sono stati il carburante che ha alimentato la nascita, la crescita e l’affermarsi delle democrazie a scapito di assolutismi e di totalitarismi. Ma quando quei diritti sono diventati i princìpi guida delle società, è emerso anche il loro lato oscuro, favorito oggi dallo sviluppo di innovazioni tecniche che aprono inedite prospettive. Proprio la visione di queste nuove possibilità amplia lo spazio delle aspirazioni del singolo e dei gruppi, facendo perdere di vista il limite etico insito nel concetto stesso di libertà.

Alessandro Barbano, giornalista e saggista, dal 2012 è direttore de Il Mattino di Napoli. Laureato in giurisprudenza all’università di Bologna, ha alle spalle quasi quarant’anni di professione. Ha insegnato all’università La Sapienza di Roma, all’università del Molise, alla Link Campus University e all’istituto di studi superiori Suor Orsola Benincasa di Napoli. È autore di saggi dedicati al giornalismo e libri su temi di carattere politico e sociale: Professionisti del dubbio (1997), L’Italia dei giornali fotocopia (2003), Degenerazioni. Droga, padri e figli nell’Italia di oggi (2007), Dove andremo a finire (2011). Nel 2012 ha pubblicato il Manuale di giornalismo, scritto in collaborazione con Vincenzo Sassu, adottato come libro di testo in molte università italiane.

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La narrazione del territorio. Landtelling per Terra di Lavoro. Per rafforzare le competenze dei propri studenti e facilitare il dialogo tra formazione universitaria e mondo del lavoro, il DILBEC ha promosso, dal 1 al 6 luglio nell'Aulario del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali a Santa Maria Capua Vetere, un workshop dedicato al Landtelling ed alle strategie di comunicazione utili allo sviluppo di un territorio. Obiettivo dell’attività formativa è aumentare la capacità di racconto di Terra di Lavoro, imparare a comunicarne l’identità e la specificità per connettere eredità culturale e marketing territoriale e individuare strategie utili anche alla promozione di prodotti (e/o aziende) locali fortemente collegate alle peculiarità di Terra di Lavoro. Il Workshop è curato dalle docenti Rosanna Cioffi, prorettrice alla Cultura, e Nadia Barrella.

Gli studenti selezionati parteciperanno a 5 giorni di lezioni, incontri e attività laboratoriali finalizzati alla realizzazione di un’idea progetto in grado d’innovare le forme di comunicazione dell’identità casertana. L’idea migliore sarà premiata da una giuria che potrà scegliere il progetto più convincente tra quelli presentati nella mattinata del 6 luglio e parteciperà alla presentazione di Caserta nell’ambito delle attività dell’iniziativa Destinazione Campania promossa da Rete Destinazione SUD che si terrà a Milano il prossimo autunno.
Saranno coinvolti, come “testimoni” durante le lezioni, aziende e i consorzi che lavorano sul territorio con produzioni site specific per consentire agli studenti un confronto concreto con la realtà produttiva e il mondo del lavoro, utile a capire su quale elemento della complessa eredità culturale di Terra di Lavoro oggi possa essere più vantaggioso lavorare e su quali strumenti di comunicazioni concentrarsi maggiormente.

“Il workshop – precisa Nadia Barrella- è un momento formativo che ha un duplice obiettivo. Mira ad aumentare la competenza dei nostri studenti e ad arricchire il loro sapere, anche in un’ottica di placement, per sviluppare la capacità di rapportarsi ai cambiamenti ed individuare nuove opportunità in un mercato del lavoro in cui nuove figure professionali emergono ed altre subiscono un rapido destino di obsolescenza ma è anche da leggersi in come attività di terza missione. Desideriamo rafforzare la capacità di lettura e di comunicazione del contesto di riferimento del nostro Dipartimento costruendo nuove connessioni tra sapere universitario e il sistema economico campano e consentire al territorio ed alle sue imprese di conoscere e dialogare con le risorse umane che formiamo e con i servizi che mettiamo a disposizione. Crediamo che, per reali prospettive di sviluppo e per serie politiche territoriali, il supporto di chi conosce e studia “l’armatura culturale” di un territorio e che sappia guardare al patrimonio culturale come matrice d’identità dei luoghi, sia una risorsa imprescindibile”.

 Modalità di partecipazione
Sono previsti 25 partecipanti ( 20 studenti laureandi o laureati in Discipline umanistiche e 5 in Discipline economiche).
Possono far domanda:
1) Laureati e laureandi triennali e/o magistrali in Conservazione dei bb.cc., Archeologia e Storia dell’arte, Lettere, Filologia Classica e Moderna
2) Laureati e laureandi triennali e magistrali in Economia aziendale, economia e commercio, Economia e management.
La partecipazione al workshop è gratuita, gli studenti saranno selezionati secondo i seguenti criteri:

Per i laureati (triennio o magistrale) max 20 punti così suddivisi:
1) Voto di Laurea (da 1 a 10 punti)
2) Anni di corso ( 4 punti per gli studenti che hanno concluso in corso)
3) Motivazione (valutata attraverso lettera di richiesta di adesione al progetto – da 1 a 6 punti )
Per i laureandi ( triennio e magistrale)
1) numero complessivo di crediti ottenuti ( da 1 a 5 punti)
2) media ponderata (da 1 a 5 punti)
3) anni di corso (4 punti per gli studenti in corso)
4) Motivazione (valutata attraverso lettera di adesione al progetto – da 1 a 6 punti).
A parità di punteggio avrà precedenza il candidato più giovane.
La frequenza del corso è obbligatoria. Eventuali assenze comporteranno l’esclusione dal workshop.
Gli studenti iscritti al Corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte che non hanno ancora effettuato il tirocinio possono chiedere, a seguito della partecipazione al workshop, il riconoscimento dei crediti come tirocinio interno.

Le domande di partecipazione vanno presentate a mano entro il 17 giugno ore 12,00 alla segreteria didattica del DILBEC – dott. Pasquale Galiero.

locandina

 

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Europe is culture, l'Università Vanvitelli per la manifestazione internazionale dedicata ai giovani, al patrimonio culturale e l'arte contemporanea.

La manifestazione, che si terrà dal 28 aprile al 1 maggio a Caserta, in Piazza Carlo III e presso la Reggia, è organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet insieme al Comune di Caserta, l'Ambrosetti-The European House, dal Dipartimento di Studi Europei Jean Monnet con sede a Locarno (struttura operativa della Fondazione croata Zaklada Europa) ed ha come obiettivo di avvicinare i giovani delle scuole al patrimonio culturale. A tal fine sarà realizzata una competizione tra studenti delle scuole medie superiori di tutta l’Italia per la presentazione di “prodotti artistici” nelle seguenti sezioni: musica, canto, teatro, danza, arti visive.
"Grazie anche alla presentazione di proposte progettuali su fondi europei, che consentiranno l’allargamento dei partecipanti provenienti da paesi europei e mediterranei, la manifestazione si sta sempre più configurando come un’attività di diplomazia culturale i cui protagonisti sono studenti compresi tra i 14 e i 20 anni - spiega Gian Maria Piccinelli, Direttore del Dipartimento -. Al fine di far fronte alle numerose richieste dei giovani studenti e rendere sostenibile il costo della loro partecipazione, si è progettata la creazione di una “Cittadella dei giovani” all’interno della quale poter ospitare gli studenti partecipanti. La cittadella conterrà una tendopoli attrezzata, organizzata insieme alla Protezione Civile- conclude il Direttore - che consentirà ai ragazzi di vivere appieno la manifestazione, in continuità con le attività che si svolgeranno nelle diverse arene sopra menzionate. 
Europe is culture si svolgerà a Caserta, nel contesto monumentale della Reggia vanvitelliana, con un format che vedrà l’organizzazione di tre distinti spazi o “arene” tra loro complementari:

Arena dell’Arte: sul palco in Piazza Carlo III, tutti i giovani tra i 14 e i 21 anni iscritti al concorso si esibiranno con le loro performance, espressioni di arte contemporanea, nelle sezioni teatro, musica, canto, danza e arti visive
Arena della Cultura (all’interno di un Cortile della Reggia di Caserta): i giovani parteciperanno a momenti di approfondimento, confrontandosi con esperti e testimonial, intervenendo in dibattiti e sperimentando percorsi tematici interattivi. Ogni giornata sarà dedicata ad un tema:
1. Il patrimonio culturale
2. La legalità e la cittadinanza
3. La salute e la dieta mediterranea.
Arena del Gusto (Piazza Carlo III): nell’Anno del Cibo Italiano, i prodotti regionali di eccellenza saranno alla base delle ricette tipiche proposte alla degustazione dei giovani partecipanti da parte degli Istituti scolastici della Provincia di Caserta.

Locandina
Programma dell'evento

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Vanvitelli per l’Arte Contemporanea. E' il nome del progetto dei docenti Gaia Salvatori e Luca Palermo che sarà presentato i prossimo 7 maggio, alle ore 17, nel dipartimento di Lettere e Beni Culturali, in Via Perla a Santa Maria Capua Vetere.
La serie delle opere d’arte che saranno ospitate dal 7 maggio 2018 nell’Aulario di Santa Maria Capua Vetere aprono un rinnovato Varco all’arte contemporanea nella sede del Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli: una terza tappa del progetto “Le Aule dell’arte”, dopo la prima nella sede storica dell’ex convento di San Francesco (2010-13) e la seconda con i “7 artisti per un progetto” al primo piano dell’Aulario (dal 2015 ancora in sede).

Con l’attuale incremento della sezione Arte Contemporanea del MUSA (Museo Universitario delle Scienze e delle Arti) dell’Ateneo, “Le Aule dell’arte” si rinnovano, anche nel nome, per incardinare, in maniera più incisiva, le opere (date in dono) e i loro artisti nel luogo che le accoglie. Quasi venti artisti - con una significativa prevalenza campana, ad attestare una cercata e forte relazione con il territorio - si insinueranno negli spazi dell’Aulario con opere di pittura, tecniche miste, fotografia, e con un wall-painting (di Marco Casentini realizzato con il contributo e il supporto tecnico di Edile GM e S.V.I.R.) che aderisce all’architettura nelle sue forme geometriche, colori a larghe campiture e un linguaggio minimalista percettivamente coinvolgente.

Vanvitelli per l'arte contemporanea intende proseguire sostanzialmente l’esperienza di arte pubblica nell’università, intrapresa dal 2010 con il progetto “Le Aule dell’arte”: una collezione ‘in progress’ che si propone soprattutto come metodo e strumento per attivare processi di partecipazione e fare dell’università, tradizionale luogo contenitore e dispensatore di saperi, un luogo di bilanciamento tra formazione, ricerca e pubblica fruizione.

Il progetto gode del "matronato" della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

La realizzazione del progetto Varco non sarebbe stata possibile senza la stretta partecipazione del prorettore alla cultura  Rosanna Cioffi e la piena disponibilità del direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali Maria Luisa Chirico.

Si tratta di opere d'arte di venti artisti contenporanei:
1. Enzo Calibè 2. Danilo Donzelli 3. Salvatore Manzi 4. Gloria Pastore 5. Giacomo Montanaro 6. Milena Sgambato 7. Vincenzo Frattini 8. Gianni De Tora 9. Luigi Pagano 10. Hella Berendt 11. Gabriele Marino 12. Peppe Ferraro 13. Meri Tancredi 14. Piero Chiariello 15. Carla Viparelli 16. Franco Cipriano 17. Luigi Spina 18. Amela Suljic 19. Gianfranco Racioppoli 20. Umberto Fabbrocile 21. Wall-painting di Marco Casentini.

 

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Edoardo De Angelis per dire no alla violenza sulle donne Venerdì 23 novembre in occasione della manifestazione promossa dall’ Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dall’Osservatorio sul fenomeno della violenza sulle Donne del Consiglio Regionale della Campania. Appuntamento per il 23 novembre a Santa Maria Capua Vetere - ore 9.30.

Il Regista casertano, dopo il successo del suo Indivisibili, film che conquista 6 David di Donatello 2017, 5 Nastri d'argento oltre al Premio Guglielmo Biraghi per Angela e Marianna Fontana, vince miglior colonna sonora ai Globi d'oro e ottiene 8 Ciak d'oro, ritorna con un nuovo film Il vizio della speranza - già pluripremiato al festival di Roma e al festival di Tokyo – che esce nelle sale il 22 novembre. Il giorno dopo sarà all’Università della Campania per incontrare gli studenti, i docenti e le autorità per conversare con loro sul tema della violenza sulle donne nell’evento “Stanche di Sperare e…Disperare” organizzato in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. 

Come ogni anno, l’Università della Campania scende in campo per un confronto sui temi della violenza sulle donne, argomento, purtroppo di estrema attualità e che, nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, l’appassionato lavoro di tante associazioni che si impegnano sul fronte dell’aiuto e del sostegno alle donne maltrattate, vede la violenza morale e fisica contro le donne ancora un fenomeno in spaventosa crescita, una emergenza gravissima. L’iniziativa, promossa dalle Delegate di Ateneo alle Pari opportunità (prof.ssa Marianna Pignata) e per la Terza Missione e Promozione del territorio (prof.ssa Lucia Monaco), dal Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo e dall’Osservatorio regionale sul fenomeno della violenza sulle donne, vedrà la partecipazione delle Autorità istituzionali di Ateneo e del territorio.

Insieme al regista De Angelis ed al suo ultimo lavoro, che racconta una storia di abusi e sfruttamento sulle donne, si affronterà il delicato tema della lotta contro la violenza femminile in tutte le sue sfaccettature, (la Regione Campania è la seconda Regione per numero di Femminicidi) nella convinzione che la repressione non può essere l’unica risposta al dolore delle famiglie delle vittime, a quello delle donne che sopravvivono ai maltrattamenti o li subiscono in silenzio senza trovare la forza e il necessario supporto per la denuncia. C’è una responsabilità collettiva di fronte al problema culturale sotteso al fenomeno. Ed è soprattutto su questo fronte che l’Università può e deve giocare il ruolo centrale.

“L’evento, rivolto agli studenti ma aperto alle forze sociali del territorio, vuole essere un'ulteriore tappa di un percorso culturale teso a coinvolgere l’Università sul tema fondamentale dei diritti umani -sostiene la professoressa Marianna Pignata- facendo leva sul ruolo che essa riveste nel proprio ambito locale e sociale, nonché sulle sue effettive possibilità di conoscenza e incidenza nell’ambito delle politiche di integrazione e della diffusione della cultura della cittadinanza attiva e della solidarietà”.

Locandina

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In un'epoca che è stata definita di "rivincita del sacro", il santo è ancora - o è tornato a essere - elemento vitale nella religiosità contemporanea ed è diventato oggetto di curiosità per una platea più ampia dei soli fedeli o praticanti cattolici. Tale fenomeno si manifesta in modo prepotente nel web. Non solo le notizie di cerimonie religiose (dalla canonizzazione alla festa patronale) o gli approfondimenti su singole figure o fenomeni di particolare notorietà (si pensi a s. Pio da Pietrelcina o alle apparizioni mariane) fanno parte del quotidiano flusso della comunicazione digitale, ma i santi hanno ormai anche i loro siti dedicati e stanno conquistando spazi propri all'interno dei social network. Grazie a internet, le forme stesse della devozione si sono rinnovate, realizzandosi anche a distanza e dando luogo a vere e proprie comunità virtuali. È dunque evidente come il web rappresenti un ricchissimo bacino documentario, sebbene ancora pressoché inesplorato scientificamente, per comprendere la santità, i culti e l'agiografia del presente, siano essi riferiti a figure e devozioni nuove o tradizionali.

Il convegno di studio, previsto per il 19 e 20 aprile, «I santi internauti» si propone come un primo e provvisorio momento di riflessione incentrato non tanto sul mezzo in sé (internet e i nuovi media) o sui suoi risvolti socio-culturali in genere, ma sullo specifico tema dei santi e delle devozioni del mondo contemporaneo, visti attraverso la lente del web. Sul piano metodologico, l'iniziativa si caratterizza per l'intento di indagare, in prospettiva diacronica, gli elementi di continuità del mondo digitale nella "lunga durata" della storia del cristianesimo, in modo da evidenziare su questo sfondo eventuali tratti di novità o di rottura. Si potrà così verificare la validità euristica ed ermeneutica di classiche questioni degli studi agiografici (quale immagine del santo viene costruita e/o ricostruita? quali sono le agenzie che promuovono il culto e con quali obiettivi? quali canali e linguaggi vengono scelti per la diffusione del messaggio agiografico? ecc.), applicate non più alle epoche trascorse ma alla società di massa. L'evento è organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali insieme con l'Associazione Italiana per lo Studio della Santità, dei Culti e dell'Agiografia presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, in via Perla a Santa Maria Capua Vetere. 
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Il fenomeno migratorio fra immagini e norme, questo il titolo del volume di Maria Eugenia Bartoloni e Luigi Valentino del Dipartimento di Giurisprudenza, tra i finalisti al prestigioso "Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 – Giancarlo Dosi".
Il Premio, nato, per rafforzare il settore del libro e della lettura in Italia per la saggistica rivolta alla divulgazione scientifica, favorisce l’interesse per la cultura scientifica e contribuisce a creare una cultura diffusa dell’innovazione e del sapere.
“La tutela dei migranti, nell’ampio bagaglio giuridico dei diritti umani, è anche un fenomeno etico, politico, sociale i brevi lavori raccolti nel volume intendono suscitare la riflessione sul ruolo che il “cinema”, inteso nella sua accezione più ampia, possono svolgere in questa direzione – spiega Maria Eugenia Bartoloni, autrice del testo – mostrando la realtà con i mezzi espressivi loro propri, rendendo visibile l’invisibile, mettendo in luce la problematicità delle questioni. Le sfide future relative ai diritti che vanno riconosciuti ai migranti, in quanto persone, dipendono anche dall’esistenza di una opinione pubblica attenta e accorta che non si accontenta dei risultati ottenuti, né di stereotipi e luoghi comuni facili e comodi.”
Secondo gli autori, anche un’opera cinematografica può fornire il mezzo, il codice per interpretare un testo normativo o per affrontare un problema giuridico.
“Il collega Valentino ed io abbiamo deciso di candidare il nostro testo al premio perché abbiamo ritenuto, alla luce dei temi che tratta (il fenomeno migratorio), del taglio non istituzionale e dell'approccio integrato tra cinema e diritto, che il Premio Dosi fosse la collocazione ideale per valorizzarne la funzione divulgatrice”.

Maria Eugenia Bartoloni è Professore associato di Diritto dell’Unione europea nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, dove insegna Diritto dell’Unione europea, Diritto europeo dell’immigrazione e Tutela dell’individuo e cooperazione giudiziaria. E’ autrice di due monografie dal titolo Ambito d’applicazione del diritto dell’Unione europea e ordinamenti nazionali. Una questione aperta (Napoli, 2018), Politica estera e azione esterna dell’Unione europea (Napoli, 2012) e di numerosi saggi scientifici. Oltre che di temi di carattere istituzionale, si occupa di tutela dei diritti fondamentali nelle sue molteplici declinazioni.

Luigi Valentino insegna diritto dell’Unione europea e diritto della concorrenza nell’Unione europea presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Nella sua più recente attività di ricerca si è occupato, in particolare, di ricongiungimento familiare (Il diritto al ricongiungimento familiare tra esigenze degli Stati membri e principi dell’UE, in I cittadini e l’Europa - Principio democratico e libertà economiche, a cura di P. De Pasquale e C. Pesce, Editoriale scientifica, 2015), e di tutela dei diritti dei cittadini e dei migranti (L’Unione europea tra regole degli Stati e diritti dei singoli, in La macchina delle regole, la verità della vita. L’era di Antigone, a cura di G. Limone, Franco Angeli, 2015).

Copertina libro

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Porre al centro dell’attività didattica e di ricerca il nesso fra eredità culturale e territorio e mostrare le prospettive di formazione e di professionalizzazione offerte dalla complessa realtà degli archivi storici comunali campani. E’ questa, in sintesi, la ragione di una nuova iniziativa del Placement della Vanvitelli e del Dilbec non a caso intitolata “Identità locale e futuro” che si terrà il 9 aprile, alle ore 11,30, nell'Aulario Via R. Perla a Santa Maria Capua Vetere.

Partendo dalla pubblicazione online del Censimento degli archivi storici comunali della Campania a cura di Salvatore Marino e Maria Elisabetta Vendemia - due antichi allievi del nostro Corso di Laurea in Conservazione dei Beni culturali oggi valenti archivisti e attenti studiosi della storia del Mezzogiorno- l’incontro vuol porre l’accento sulla ricchezza e la varietà di informazioni che gli archivi comunali, fonti imprescindibili per la storia dei luoghi, posso offrire agli studiosi (anche ai più giovani che si formano nel nostro Dipartimento) e sulla necessità di professionisti che sappiano svolgere una coerente e programmata attività di studio, manutenzione, restauro e comunicazione di queste delicatissime tracce del passato ( anche recente) dei comuni italiani.

Un’azione di orientamento in itinere, dunque, perché di supporto allo studente in formazione - confrontarsi, grazie alla presenza dei nostri docenti di storia, con le prospettive di ricerca e di approfondimento offerte dagli archivi comunali della Campania supporta al meglio lo studente nella fruizione del percorso formativo scelto, sia dal punto di vista metodologico che contenutistico e ne rafforza le motivazioni- e di orientamento in uscita . Con le voci degli esperti di archivistica - Paola Zito ( professore di Archivistica e Biblioteconomia del DILBEC, curatrice dell’iniziativa con la delegata al Placement Nadia Barrella) Luigia Grillo e Paolo Franzese- si sposterà infatti l’accento sul ruolo e sulle competenze dell’archivista e sulla necessità, sempre più sentita, di azioni di ricerca, acquisizione, valutazione, conservazione e fruizione degli archivi ossia di professionisti che rendono tali azioni possibili e che, stando alle ultime indicazioni ISFOL-IRIS, presentano un trend di variazione in crescita. La presenza del Soprintendente archivistico della Campania e di Luigia Grillo, Direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, oltre a portare in aula l’esperienza diretta di chi opera sul campo, è parte di quel lavoro costante che l’Ateneo Vanvitelli in generale e il DILBEC in particolare svolgono sul territorio, in un’ottica di terza missione, per rafforzare l’interazione tra Università e società, confrontandosi e consultandosi con i diversi interlocutori locali e regionali per individuare strumenti e servizi in grado di favorire la crescita economica, sociale e culturale del territorio in cui operano.
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