Ricerca, un Ateneo che cresce tra eccellenze e qualità

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I dati dell’ultima Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014 (VQR) hanno mostrato un netto miglioramento delle performance della Vanvitelli soprattutto per i prodotti della ricerca rispetto alla VQR precedente.

Questo risultato è certamente esito degli sforzi e di un’accresciuta maturità accademica ed indice di una maggiore concretezza verso la Ricerca. Il dato VQR 2011-2014 (noto ai più come VQR2) va inquadrato, infatti, come frutto di lavoro di squadra, della consapevolezza che il risultato ed il miglioramento degli indici di performance della Vanvitelli abbiano influenzato ed influenzeranno sia l’FFO universitario che l’attrattività di risorse umane (studenti).

La Vanvitelli ha conferito 1701 prodotti nel suo totale. Dei 19 Dipartimenti analizzati, 12 hanno presentato prodotti superiori alla quota attesa, dimostrando un trend positivo. Infatti, l’indicatore finale di qualità della ricerca di dipartimento IRDF (che integra gli indicatori IRD1-IRD3 mediante i pesi attribuiti alle aree) è superiore alla quota percentuale di prodotti attesi, indicando un peso quali-quantitativo superiore alla quota di prodotti attesi.

Analizzando il dato della Vanvitelli per area, spiccano eccellenze dell’area bio-medica (area 05 e 06, con la terza posizione a livello nazionale per la politica di neo-reclutamento e promozione) e dell’area scienze della terra (terza posizione a livello nazionale per Atenei di simile grandezza).

Ancora un’eccellenza nell’ambito dei trials clinici e nella gestione dei beni culturali che, laddove fosse necessario, rafforza la nostra presenza sul territorio.

Frazionando il dato per specifici dipartimenti e settori scientifici disciplinari (SSD) in essi contenuti, si trovano poi eccellenze della rappresentazione di settore sia a paragone della graduatoria nazionale globale che di quella normalizzata alla numerosità del settore in Ateneo.

Si identificano ovviamente anche alcune debolezze come la forte necessità di una maggiore attenzione al Public Engagement, che certamente dovranno essere affrontate nel dettaglio da Dipartimenti interessati ed a livello centrale nell’immediato futuro.

Questi dati, però, non devono rappresentare un punto di arrivo per la Vanvitelli. La riflessione ponderata su questi risultati deve rappresentare il punto di partenza. Per quanto perfezionato, il sistema di valutazione della qualità della ricerca dà un valore quantitativo alla qualità, cosa anche solo concettualmente di complessa esecuzione.

Nel corso degli anni il sistema valutativo si è integrato cercando di usare diversi parametri ed indicatori che possano tener conto del maggior numero di variabili. E' presumibile (ed auspicabile) che, sempre per facilitare la valutazione della qualità, nel prossimo futuro questi stessi indicatori saranno aumentati e perfezionati. Ed ancora, è anche possibile immaginare che in futuro questi indicatori possano essere adottati per scelte comunitarie nell’organizzazione di clusters di ricerca, networks accademici e preparazione di calls.

E dunque chiaro che non è solo esaminando questi indici, seppur di grande utilità per l’identificazione di punti di forza o debolezza accademica, che si possa realizzare il miglioramento a lungo termine, l’effort che incide sul futuro accademico.

Nell’ottica di stabilizzare il miglioramento dove presente, ma anche d’identificare e affrontare le criticità, la strategia a lungo termine della Vanvitelli è creare una massa critica integrata, mirando alla qualità  indipendentemente da necessità puramente valutative.

Puntare alla qualità (della ricerca cosi come della Formazione), con alcuni targets specifici.

1. Puntare sui giovani con una strategia di accompagnamento alla ricerca, integrando diverse competenze (diversificazione) e facilitando l’approccio dei giovani alla ricerca.

2. Aumentare il success rate di applicazioni a bandi competitivi: coordinati dal centro per la ricerca Nazionale ed Internazionale dell’Ateneo (CSAR), tutti i docenti, i dottori in formazione, gli specializzandi e gli assegnisti seguiranno un percorso digitale facilitato per conoscere (in tempo reale) tutte le possibilità di applicazione a fondi di ricerca.

3. Aumentare la qualità e non (o non solo) la quantità della ricerca a partire da un miglior reclutamento del personale, ma anche degli addetti in formazione post-laurea: un burst per i PhD internazionali e nazionali. Quest’ultimo punto sarà ottenuto anche grazie ad azioni di promozioni e visibilità della nostra offerta al livello Nazionale e Internazionale.

4. La creazione di una ricerca multidimensionale integrata con la formazione di cluster multidisciplinari di ateneo.


Fonti dati consultabili

http://www.anvur.org/rapporto-2016/
http://www.anvur.org/rapporto-2016/files/Universita/44.NapoliII.pdf
http://www.anvur.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1168&Itemid=726&lang=it

 

di Lucia Altucci, docente di Patologia Generale al Biochimica, Biofisica e Patologia generale all'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli

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