Lezione del Nobel Anthony Leggett per l'Università Vanvitelli

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Anthony Leggett (University of Illinois at Urbana Champagne), premio Nobel per la fisica 2003, in cattedra all'Università Vanvitelli. Il Nobel Leggett terrà un seminario dal titolo: "Does the everyday world really obey quantum mechanics?", il 9 febbraio, alle ore 10, presso l'Auditorium della Scuola Specialisti dell’Aeronautica militare in Viale Giulio Douhet 2, Caserta.

A dare i saluti di benvenuto ci saranno il Colonnello Nicola Gigante Comandante della Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare, Giuseppe Paolisso Rettore dell’Università Vanvitelli e Livio Gianfrani, Presidente del Corso di Studi in Fisica. Presenterà il Nobel Leggett Paolo Silvestrini, Professore di Fisica Sperimentale Dipartimento di Matematica e Fisica.

Nel pomeriggio a Città della Scienza si terrà un evento speciale, dal titolo "Verso la comunità del millennio", con la partecipazione dello stesso Anthony James Leggett, dello scrittore Maurizio de Giovanni, del filosofo Giuseppe Ferraro, della neurologa dell'Ateneo Vanvitelli Marina Melone, del Football Innovation Manager Adriano Bacconi, del musicista Eugenio Bennato e del fisico Paolo Silvestrini. Il professor Leggett tha accettato la sfida di cimentarsi insieme agli altri nell’immaginare una visione del mondo sostenibile, che si muova intorno a parole quali Armonia, Ambiente, Cultura, Scienza, Tradizione, Comunicazione, Musica, Economia, Relazioni, Sport, Radici, Città per dare vita a una discussione su temi che riguardano la vita di tutti.

Leggett ha condotto ricerche pioneristica sulla superfluidità, un fenomeno per cui alcune sostanze liquide estremamente fredde fluiscono senza resistenza interna o viscosità. Gli scienziati sapevano fin dagli anni '30 che la forma comune di elio, detto elio4, diventa un superfluido quando viene raffreddato. Esisteva una spiegazione teorica per il fenomeno basata sul fenomeno statistico della condensazione di Bose-Einstein, che però non funzionava per un altro isotopo di elio - detto elio3-, che si rivelò anche esso essere un superfluido. Leggett ha colmato il vuoto nella ricerca teorica mostrando che gli elettroni dell’elio-3 si accoppiano attraverso un meccanismo simile, ma molto più complicato, delle coppie di elettroni che si formano nei metalli superconduttori. Il suo lavoro nell'individuare e descrivere le transizioni di fase che avvengono durante queste interazioni di accoppiamento ha trovato ampia applicazione nella scienza, che vanno dalla cosmologia allo studio di particelle subatomiche e dei cristalli liquidi.
Leggett ha inoltre condotto fondamentali ricerche sul concetto di de-coerenza quantistica attraverso l’interazione con l’ambiente. Il suo lavoro pioneristico ha aperto la possibilità di verifica sperimentale del fenomeno della coerenza quantistica macroscopica in sistemi superconduttivi, come gli SQUIDs e le giunzioni Josephson, che poi ha portato allo sviluppo di una nuova scienza, detta l’informazione quantistica, in cui gli elementi di base per la trasmissione dell'informazione sono costituiti dai quantum bits (che sostituiscono i classici bits). Il suo lavoro ha avuto ripercussioni immense sia dal punto di vista applicativo, con la possibilità di costruire un computer quantistico dalla potenza di calcolo inimmaginabile per un computer classico, che dal punto di vista teorico relativamente ai fondamenti della meccanica quantistica e i suoi paradossi, quali il paradosso del gatto di Schroedinger e l’entanglement quantistico.

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