Regole per un'abbronzatura perfetta, il punto con l'esperta

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L'esposizione solare ha importanti effetti positivi sull’organismo: stimola la produzione della vitamina D, rinforza le ossa e le difese immunitarie, è un buon antidepressivo. Tuttavia i raggi ultravioletti possono provocare anche danni a pelle e occhi, come eritemi, ustioni, invecchiamento cutaneo, tumori, cheratiti, cataratta e altri. Per questo è fondamentale preparare la pelle al sole ed esporsi in maniera adeguata, seguendo delle piccole regole che possono variare in base all’età ed alle caratteristiche della pelle.

Esporsi in maniera graduale
Molti studi hanno dimostrato che l’esposizione solare eccessiva, soprattutto durante l’infanzia è legata ad una maggiore incidenza nello sviluppo di melanoma in età adulta. E’ dunque fondamentale proteggere i bambini con prodotti solari adeguati e nel caso di pelle più chiara - fototipo basso - utilizzare anche magliette e capellini per evitare scottature. Anche gli adulti, tuttavia, devono seguire delle piccole regole per evitare di procurare danni alla propria pelle: oltre alla scelta di una crema con filtri di protezione UVA e UVB (20 bassa , 30 media e 50 alta protezione) adatta al proprio fototipo, non bisogna dimenticare che l’applicazione deve essere ripetuta più volte durante il giorno e che è sempre necessario evitare l’ esposizione durante le ore più calde della giornata (12.00 -15.00). 

Esfoliare la pelle sì, ma nei momenti giusti
L’utilizzo degli scrub e dei gommage per esfoliare e preparare la pelle al sole può essere certamente utile. Non bisogna trascurare, tuttavia, che con l’utilizzo di questi prodotti la cute diventa più sensibile, per cui è preferibile non usarli nei giorni immediatamente precedenti alle esposizioni solari.

Idratarsi
Una pelle elastica ed idratata è la complice di una corretta abbronzatura.  Idratare è la parola d’ordine per mantenere la pelle in un buono stato, e per questo è fondamentale usare sempre crema idratante durante il giorno e/o applicare le creme doposole. Entrambi i prodotti contengono gli stessi ingredienti fondamentali e cioè acqua, sostanze grasse (di origine vegetale come l’olio di mandorla o il burro di karité o minerale), altri idratanti e umettanti, come la glicerina. La differenza si osserva sopratutto nell’uso di alcuni ingredienti secondari che possono avere una leggera azione rinfrescante e lenitiva, come aloe, bisabololo, pantenolo, mentolo, nella consistenza, generalmente più leggera, e nella profumazione, che spesso nei doposole ricorda quella dei prodotti solari.

Autoabbronzanti sì/ autoabbronzanti no
Le creme autoabbronzanti colorano gli strati superficiali della pelle grazie a una reazione chimica: il diidrossiacetone, principio attivo della crema autoabbronzante, reagendo in modo reversibile con una proteina che si trova negli strati superficiali della pelle, la cheratina, fornisce alla pelle un colorito più bruno. La reazione è diversa da quella dell’abbronzatura, che è data dall’aumento di produzione di melanina, un pigmento naturale prodotto dalle cellule dell'organismo specializzate a questo scopo. Tuttavia, per ottenere il miglior risultato dall’uso dell’autoabbronzante deve essere applicato su cute ben detersa ed idratata, così da evitare il fastidioso “effetto macchia”. Nel caso di pelle sensibile, tuttavia, è sempre opportuno testare il prodotto in piccole aree prima di distribuirlo su tutto il corpo così da prevenire reazioni irritative e/o allergiche.

La giusta alimentazione
I cibi complici della salute della pelle e più adatti da consumare nel periodo estivo sono quelli ricchi di betacarotene e vitamine come la A, E e C: via libera a carote, albicocche, pomodori, meloni, sia per il loro effetto protettivo nei confronti dei raggi solari sia per la loro azione antiossidante. Esistono in commercio, inoltre, integratori alimentari di vitamina C, come l'astaxantina, la luteina, il betacarotene, che possono aiutare a rinforzare le auto-difese della pelle e dei capelli e unghie, ed a ridurre il danno prodotti da un'eccessiva esposizione al sole.

A cura di Elisabetta Fulgione, Specialista in Dermatologia e Venereologia e docente all'Università Vanvitelli.

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