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Il piano di mobilità dell’Università Vanvitelli diventa un’esemplare “buona pratica” per il Paese. E' stato presentato infatti, al Senato della Repubblica, il sistema VerySoon dell’Ateneo, fatto di navette, app dedicate e car pooling.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in collaborazione con l’Università degli Studi Roma TRE e la Rete dei Mobility Manager di Roma ha promosso nell’ambito delle azioni della Settimana Europea della Mobilità la “Giornata del Mobility Manager in Rete- Mix & Move! Interventi e istanze normative per scelte consapevoli di mobilità”.
L’incontro, ha visto la presenza dei mobility manager della Rete, dei rappresentanti della mobilità scolastica e universitaria, degli amministratori locali e di tutti gli attori della mobilità sostenibile urbana che è dedicata alla presentazione del nuovo Quaderno ISPRA “Sharing Mobility Management” e di progetti innovativi di mobility management di area e di rete.
Il Mobility manager dell’Università Vanvitelli, Armando Cartenì, ha presentato la “buona pratica” dell’Ateneo, il progetto integrato di Mobilità “VerySoon” della Università della Campania L. Vanvitelli, illustrandone le modalità e i risultati.
Si tratta di un sistema integrato di trasporti che prevede: servizi di navetta Bus gratuita da prenotare con una App, servizio di Carpooling, che pure si attiva con la stessa App, per incentivare gli studenti ad organizzarsi in equipaggi su itinerari comuni con parcheggi dedicati in molti Plessi della Vanvitelli , ed infine un Sistema di monitoraggio della mobilità, per permettere di migliorare e monitorare i servizi offerti.

Alla tavola rotonda sono intrervenuti parlamentari, amministratori locali ed esperti di mobilità sostenibile per un confronto sul ruolo e le competenze, una condivisione delle istanze emergenti di normazione e linee guida, oltre che di incentivazione per i mobility manager.

programma

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Promosso dall’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e dall’Archivio di Stato di Napoli, fra il 24 e il 26 ottobre 2018 si svolgerà un Convegno di studi presso il Dipartimento di Lettere e Beni culturali di Santa Maria Capua Vetere e il Dipartimento di Scienze politiche di Caserta per ricordare alle comunità del territorio e agli studenti di Terra di lavoro, innanzitutto, che sono trascorsi 200 anni dal decreto del 15 dicembre 1818 che attribuì alla città di Caserta, divenuta più popolosa della stessa Capua, il ruolo di capoluogo della provincia di Terra di lavoro, la più vasta del Regno delle Due Sicilie. La circoscrizione amministrativa che, inferiore soltanto alla provincia di Napoli dal punto di vista demografico, segnava il confine con lo Stato Pontificio ed era la più vicina alla capitale, dopo l’unificazione nazionale, conservò la sua antica denominazione fino al 1882 quando, assunta quella attuale di provincia di Caserta, fu fino alla sua soppressione nel 1927, fra le più estese province dell’Italia unita. Le variazioni del suo territorio (le principali furono la soppressione e la successiva ricostituzione nel 1945) hanno segnato anche quelle della stessa Campania, regione policentrica e priva, fino a tempi recenti, di un’unitaria identità amministrativa. 

A distanza di 200 anni, si intende ora ripensare sia alla storia di Caserta, contraddistinta, sin dall’acquisto che ne fece Carlo di Borbone nel 1750, dalla particolare condizione di sito reale e pertanto da una speciale benevolenza da parte della monarchia borbonica, sia del suo territorio, notevolmente ridimensionato nel 1945 e quindi non più coincidente con l’area geografica che costituiva la Terra di lavoro.
Obiettivo principale del convegno è quindi ricostruire e interrogare le testimonianze documentali, bibliografiche, monumentali, urbanistiche, artistiche di questo lungo arco temporale, offrendo nuovi contributi alla ricognizione delle fonti e al lavoro di ricerca e di ricostruzione dell’identità storica della città e del suo territorio.
Allo scopo di analizzare il tema da ogni angolo di visuale, il programma dei lavori, progettato dal comitato scientifico costituitosi lo scorso anno, prevede interventi di numerosi studiosi e ricercatori di diverso ambito, articolati nelle seguenti sei sessioni: le fonti e il contesto storico; il potere: spazi laici ed ecclesiastici; le identità locali; città e campagna; società e ordine pubblico; l’arte e la cultura.

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Al via la presentazione del libro "M'illumino di immenso". L'appuntamento è per giovedì 20 settembre 2018 alle ore 17:00 a Casa Morra – salita San Raffaele, 20/C – Napoli. All’evento sarà presente Teresa Carnevale (presidente della Fondazione Morra), Giuseppe Morra (direttore Fondazione Morra), Giuseppe Paolisso (rettore dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’) e Luigi Maffei (direttore del Dipartimento di Architettura e disegno industriale). Alfonso Gambardella (storico dell’architettura e massimo studioso di Ferdinando Sanfelice) terrà l’intervento di apertura. Alla presentazione interverranno i co-autori Raffaele Persico, Massimo Pica Ciamarra, Ornella Zerlenga. Modererà gli interventi Rossana Di Poce.

Alle ore 18:30 l’evento proseguirà con la mostra fotografica "Dis-simmetrie di una scala" di Igor Todisco.

L’eccezionalità del caso vede, in questo volume, la presenza di un’autorevole firma: Alfonso Gambardella, massimo studioso internazionale dell’architetto Ferdinando Sanfelice a cui rinvia il progetto della scala del palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona a Napoli. Incerte sono le fonti archivistiche che documentano le trasformazioni del palazzo nobiliare, attualmente Casa Morra - Archivio d’Arte Contemporanea, e il nome dell’architetto ideatore della sua imponente scala settecentesca. La grandiosità della scala di palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona consiste nell’essere un ‘fuori scala’ sia materiale che immateriale, un evento narrativo di grande emozione nella concezione ‘immensa’ di spazio architettonico. A pianta esagonale, il disegno dell’impianto planimetrico e altimetrico nasce dalla sapiente abilità del progettista di articolare forme geometriche elementari in uno spazio plastico e dinamico, vibrante di tensioni strutturali e visioni multiple, simmetriche e asimmetriche. Elementi, questi, tutti riconducibili alla poetica progettuale di Ferdinando Sanfelice.

Questo libro nasce dall’interesse nei confronti della scala del palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona da parte della curatrice, Ornella Zerlenga, e del noto gallerista napoletano, Giuseppe Morra. La ricerca si sviluppa sulla base del protocollo d’intesa firmato fra la Fondazione Morra e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ per avviare collaborazioni scientifiche, ma anche azioni con ricadute attive sul territorio in termini di accrescimento culturale.
In tal senso, il rilievo e la rappresentazione della grandiosa scala di palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona, nella sua unità spaziale e sistematicità metodologica di ricerca monografica, è stato qui svolto per la prima volta nel corso del 2017 da un team di studio del suddetto Dipartimento, coordinato scientificamente da Ornella Zerlenga con Vincenzo Cirillo e svolto da Gianluca Delle Rose, Brigida Di Costanzo, Gessica Friello.
Introdotto dai ruoli istituzionali, Giuseppe Morra (direttore Fondazione Morra), Giuseppe Paolisso (Rettore UniCampania), Luigi Maffei (Direttore Dipartimento), il volume raccoglie i contributi di Pasquale Persico, economista e co-ideatore del piano di riqualificazione sociale “Il Quartiere dell’Arte”; Massimo Pica Ciamarra, co-autore del progetto di riuso del palazzo aperto al quartiere; Igor Todisco, i cui ‘punti di vista’ fotografici concludono la descrizione di una scala spazialmente mutevole.


Il libro, interamente bilingue in italiano e inglese, è stato edito per i tipi di La scuola di Pitagora.

Scheda libro: https://www.scuoladipitagora.it/catalogo/elenco-dei-titoli/in-preparazione/millumino-dimmenso-dettaglio

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Award I AM FCA, sono Daniele Agnello e Angelo Golino i vincitori dell'open innovation contest sull'auto del futuro promosso da Fiat Chrysler Automobiles di quest'anno. In palio uno stage di 6 mesi presso il plant FCA di Pomigliano, ed un Premio Speciale ad hoc per il secondo classificato. Gli studenti saranno premiati presso il Dipartimento di Economia a Capua il 27 settembre alle ore 10.00. Con FCA stiamo organizzando il format dell'evento. Saranno inoltre organizzati nei cortili del Dipartimento una serie di attività collaterali di grande interesse per gli studenti: dimostrazioni di frenata assistita, realtà virtuale e realtà aumentata. 

 

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L'Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, con DR n. 824 del 22/11/2017 ha istituito il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni in considerazione della tipologia della comunità universitaria, nell’ottica di sviluppare l’esperienza finora accumulata dal Comitato Pari Opportunità e dal Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing .

Il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo si è insediato il 30/1/2018, e ha tra i propri obiettivi :

- assicurare, nell'ambito del lavoro pubblico, parità e pari opportunità di genere, rafforzando la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici;
- garantire il contrasto a qualunque forma di violenza morale o psicologica e a qualunque tipo di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, alla razza, all'origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua;
- favorire l'ottimizzazione della produttività del lavoro, migliorando l'efficienza delle prestazioni lavorative.


Il CUG, nell'espletamento delle proprie funzioni, esercita un ruolo di studio, di proposizione e di consultazione, costituendo l'organismo di riferimento per tutte le problematiche attinenti, in via diretta o indiretta, a questioni di parità e di pari opportunità.
Sul sito web di Ateneo, all’indirizzo http://unicampania.it/index.php/ateneo/organi/organismi/comitato-unico-di-garanzia, è stata attivata una pagina dedicata che vuole essere luogo d'informazione e di discussione delle problematiche connesse alle pari opportunità e punto focale di proposte e sviluppo di iniziative ad esse inerenti.

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Cinque studenti vincono il premio per le migliori fotografie dell'Università. Saranno consegnati dal Rettore Giuseppe Paolisso, mercoledì 12 settembre alle ore 11, nella Sala degli Affreschi del Chiostro di Sant'Andrea delle Dame, in via De Crecchio 7, i premi (iPad di diversi modelli) per gli studenti che si sono cimentati nel realizzare ognuno di lor almeno dieci immagini rappresentative dell’Ateneo, delle sue

sedi, delle attività che avessero loro stessi come protagonisti. Con i loro obiettivi, i giovani studenti della Vanvitelli hanno saputo cogliere momenti particolari per raccontare la loro vita universitaria in luoghi particolarmente significativi (cortili, aule, laboratori) o anche immagini capaci di cogliere attimi e emozioni.

Un concorso, quello per "Le fotografie più belle della tua Università", che ha voluto rafforzare il senso di appartenenza degli studenti dell’Università Vanvitelli, ma anche a dare vita a materiali fotografici che possano diventare patrimonio dell’Ateneo utile alla comunicazione nelle sue varie forme.

Graduatoria dei vincitori

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I principali risultati delle attività di ricerca conseguiti nel 2017 e caratterizzanti la missione dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” sono sintetizzati nella Relazione a consuntivo sulla Ricerca – anno 2017. 
In un contesto ed in coerenza sia con le complessive strategie dell’Ateneo che con i criteri di programmazione e di valorizzazione previsti dal complessivo sistema universitario, con particolare riferimento all’obiettivo dell’Autonomia responsabile (di cui al DM 635/2016), la Vanvitelli si pone con dei dati concreti, collegati all’area Ricerca, in un contesto di miglioramento continuo.
La Relazione completa la documentazione per il Bilancio consuntivo.
Vai alla Relazione

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Il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, in collaborazione con l’ANAC ha attivato un Master di II livello dal titolo “Appalti e contratti della pubblica amministrazione”. Il corso rappresenta una delle pochissime iniziative di formazione universitaria post-lauream, nel meridione, nel delicato settore della contrattualistica pubblica, come di recente riformata dalle normative europee e nazionali. Il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, ha infatti ridefinito il quadro normativo nazionale in materia di appalti pubblici e contratti di concessione. La nuova regolamentazione, fermo l’ormai tradizionale orientamento alla tutela della concorrenza, tende a promuovere la flessibilità, la semplificazione e la negoziazione, per rispondere più efficacemente alle esigenze della società e dell’economia. Sullo sfondo la consapevolezza che gli appalti pubblici non siano soltanto un settore da regolamentare e controllare, quanto un volano da utilizzare sul piano economico, tecnologico, e persino della miglior tutela di interessi pubblici e privati, in primis la tutela dell’ambiente e l’espansione dell’occupazione. 

Il Master intende rivolgersi a laureati interessati a operare professionalmente nel settore degli appalti di lavori pubblici e progettazione infrastrutturale, con l’obiettivo immediato di fornire un quadro della disciplina in tema di appalti pubblici e modelli di partenariato pubblico-privato, offrendo un aggiornamento completo in una materia stratificata ma in continua evoluzione e riservando ampio spazio alla presentazione di casi pratici, esaminati alla luce dei più recenti contributi giurisprudenziali. Il Master intende rivolgersi inoltre a quanti già operino nel settore, nell’ambito di strutture pubbliche o private o mediante l’esercizio di libere professioni, con la prospettiva di fornire più chiari e consapevoli strumenti professionali in un contesto normativo particolarmente complesso. In sintesi, attraverso un’offerta formativa particolarmente qualificata, per struttura del corso e prestigio del corpo docente, l’approfondimento del quadro normativo e tecnico di riferimento consentirà la formazione di un tessuto di professionisti di elevata preparazione ed affidabilità.
Il master avrà inizio nel mese di gennaio 2019, si articolerà in due giorni di frequenza settimanali (giovedi pomeriggio e venerdi mattina) e contempla un’attività di stage finale presso amministrazioni e realtà private operanti nel settore. Le docenze saranno affidate a professori universitari, magistrati e dirigenti pubblici. La pubblicazione del bando è prevista per il mese di ottobre 2018. Per qualsiasi comunicazione il contatto è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Il campionato di calcio si è concluso da venti giorni con la vittoria del 7° scudetto consecutivo da parte della Juventus. Il Napoli è arrivato secondo a pochi punti. Ma agli occhi di gran parte del pubblico calcistico, tifosi e non, avrebbe meritato di vincere, sebbene ciò sia poco o nulla rappresentato nel racconto televisivo e radiofonico nazionale. Perché non è accaduto? Le ragioni vengono rinvenute in vario modo. Quella che i media televisivi nazionali non hanno messo in adeguata luce sarà oggetto di riflessione da parte di studiosi e professionisti del foro, sollecitati dagli spunti proposti da giornalisti: il campionato sembra presentare uno svolgimento falsato perché alcune decisioni obiettivamente sbagliate hanno pregiudicato il cammino del Napoli. 
La vicenda getta ombre che si allungano fino ad accendere una spia sulla effettiva persistenza dello Stato di diritto nel nostro Paese. I problemi che affliggono il campionato di calcio sono solo apparentemente di scarsa rilevanza generale. Siccome il fenomeno calcio ha una enorme importanza sociale ed economica, i suoi problemi sono un prezioso indicatore di quel che sta accadendo nella società e nelle istituzioni. Quanto è accaduto nel campionato viene considerato, da chi ha pensato e organizzato questo incontro di studio, un segnale pericoloso e preoccupante. Non sembri una esagerazione. I professori fanno molta fatica a convincere gli studenti che debbono conservare la fiducia nelle istituzioni, perché si sentono sempre più privati della speranza. Sono convinti che non ci sia niente da fare. Sono rassegnati ad accettare un mondo nel quale vincono sempre i più forti e che le regole non valgono per tutti allo stesso modo, come solennemente sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Se poi, nonostante lo studio delle istituzioni e della legge, vedono che persino nel calcio le regole non sono applicate in modo eguale, favorendosi i più forti senza rimedi praticabili, si capisce il perché della preoccupazione. Questa sfiducia non mina soltanto la credibilità del campionato di calcio, ma più in generale quella del sistema istituzionale, della democrazia.

V’è anche un altro punto centrale della riflessione su campionato e Stato di diritto. Quello della libertà d’informazione e del diritto ad essere informati. Sono effettivamente liberi i media nazionali nel racconto del calcio? È sufficiente una semplice e banale constatazione dei fatti per rilevare che nelle telecronache, nei commenti post-partita, minimizzando la rilevanza degli errori arbitrali ai fini del risultato, giustificandoli con l’umanità dello sbaglio, si punta a privilegiare la di-scussione sulle opinioni tecnico-tattiche, così distraendola dal centro della que-stione. Di fronte a ripetute decisioni arbitrali inspiegabili, per fare giornalismo se-riamente, andrebbero messi a fuoco i problemi, gravi, che quelle decisioni errate sollevano. Purtroppo, però, il quarto potere non si mostra libero.
Giuristi professionisti, giornalisti e tifosi ne parleranno insieme l'11 giugno alle ore 9.30 nel corso dell'evento Campionato di Calcio e stato di diritto. L'importanza del suo svolgimento regolare oltre l'ambito circoscritto -  presso l'Aulario di Via Perla a Santa Maria Capua Vetere. In particolare, alcuni giuristi hanno ritenuto opportuno confrontarsi allo scopo di approfondire alcune questioni giuridico-istituzionali di non poco momento. Anzitutto, quella dei limiti in cui è ammissibile l’autonomia dell’ordinamento sportivo rispetto ai principi caratterizzanti l’ordinamento giuridico generale (illustrata dal prof. Venditti). A seguire, quella della morfologia giuridica delle norme regolamentari che sovrintendono al gioco e dell’applicazione di esse da parte di arbitri e VAR (affrontata dal prof. Clemente di San Luca). E poi, quella della definizione di ‘verità’ e di ‘falso’ e della linea di confine fra l’una e l’altro, con particolare riguardo al reato di frode sportiva (trat-tata dal prof. Balbi). E ancora, quella dell’insegnamento derivante dalla cd. ‘vi-cenda Calciopoli’, di cui non sembra essersi fatto tesoro adeguatamente (discussa dall’avv. Botti e dal procuratore della Repubblica Maresca). Ed infine, quella del-la libertà di informare e del diritto ad essere informati nell’attuale panorama dei media televisivi e radiofonici nazionali, solo apparentemente pluralistico (chiarita dal prof. Scala).
Le conclusioni dell’incontro sono affidate ad un insigne matematico (il prof. Trombetti) che proverà a ‘cucire’ le riflessioni degli studiosi del diritto, nella ma-niera sottile e brillante che gli è propria.

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