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Porte aperte all’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”  per la ottava  edizione della Summer School organizzata dal CeSAF Maestri del lavoro d’Italia con il Dipartimento di Matematica e Fisica e quello di Scienze ambientali e farmaceutiche.

Una settimana full immersion che  si svolgerà dal 10 al 14  luglio 2017 dalle 9  alle 14 presso il polo scientifico di Via Vivaldi e coinvolgerà i dipartimenti di Scienze del Farmaco per l’ambiente e la Salute, e Scienze Matematiche, fisiche e Naturali con specializzazioni in Matematica, Fisica, Scienze ambientali, Farmacia, Biologia e Biotecnologia. La Summer school CeSAF – SUN, come nella prassi è completamente gratuita.

Non sono ammesse assenze  i partecipanti saranno selezionati  secondo l’ordine di arrivo delle iscrizioni alla fine del percorso riceveranno un attestato di partecipazione valido per  crediti formativi. Si tratta di una iniziativa unica dalla nascita dell'Università Vanvitelli e che viene incontro alle esigenze degli studenti riscontrate durate le giornate di orientamento con le scuole partner CeSAF coinvolte.

L’obiettivo fondamentale è quello di orientare gli studenti verso una scelta il più consapevole possibile del percorso di studio universitario, evitando indirizzi sbagliati, abbandoni o cambio del corso di laurea.

La Summer school CeSAF – Università della Campania offre, inoltre, la possibilità, di vivere una breve esperienza estiva a contatto con l’ambiente dell’Ateneo ed  valutare metodi  didattico diversi  da quelli delle scuole superiori. Le mattinate saranno dedicate a lezioni relative a corsi di laurea presenti nel Polo scientifico tenute dai docenti del polo stesso, dai maestri del lavoro, da manager aziendali, del mondo dell’artigianato, e personalità del territorio.

Visite guidate saranno effettuate presso i laboratori del polo. Case history, discussioni e dibattiti su problemi culturali in generale,  orientamento al  ragionamento logico e la comprensione del testo scritto,  sono alcuni dei temi affrontati,  compreso le tecniche per il superamento dei test di ammissione anche ad altre università, statali e non.

Imprenditori insigniti del titolo di Cavaliere del lavoro terranno delle prolusioni, così come quest’anno e previsto ogni giorno la somministrazione di pillole informative  riguardante le risorse umane.

Le iscrizioni possono essere ancora effettuate inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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“L’Università si apre all’imprenditorialità, bisogna formare i professionisti con il lavoro sul campo”. Questa la novità del progetto Newpro-Professionisti si diventa presentato in Regione Campania, nella sede dell'assessorato alle Pari Opportunità, sostenuto dalla stessa Regione che finanzia tirocini di giovani studenti dell’Università Vanvitelli, interessati alla libera professione. Presenti all’incontro, il Rettore Giuseppe Paolisso, l’Assessore alla Formazione e alle Pari Opportunità della Regione Chiara Marciani e il Direttore Generale della Fondazione Emblema Tommaso Aiello.

“E’ il primo ed unico progetto di ateneo approvato e finanziato dalla Regione che coinvolge i giovani già dal mondo universitario in una alternanza di università/lavoro - ha esordito Chiara Marciani - il bando darà la possibilità di accedere a 35 tirocini curriculari retribuiti della durata di 6 mesi, con l’indennità di partecipazione pari a 500 euro mensili e sarà rivolto anche ai disabili con la possibilità di svolgere fino a 12 mesi di tirocinio. E’ fondamentale formare dei professionisti che siano aggiornati ed informati; questa è un’ottima maniera di spendere le risorse europee”.

La parola è poi passata al Rettore Paolisso che ha espresso grande entusiasmo per il Newpro. ” L’università non è solo veicolo di cultura come si pensava in passato, ma ora ha l’obbligo di rivolgersi al territorio -a ha detto - l’università si apre all’imprenditorialità in termini di occupazione con giovani professionisti di qualità. Bisogna formare i professionisti con l’attività sul campo , con possibilità di guadagno ma soprattutto avendo la consapevolezza che ciò che si studia non si può imparare solo sui libri, c’è bisogno di pratica”.

Infine, Aiello ha sottolineato quanto il "Newpro sia un progetto ambizioso ed originale, un investimento importante per l’orientamento dei giovani studenti". Il progetto interesserà gli studenti dell’Università Vanvitelli che non hanno compiuto 26 anni di età, iscritti agli ultimi due anni di corso di laurea, con una media ponderata pari ad un minimo di 26/30, ed iscritti per l'anno accademico 2016/2017 ai seguenti corsi di laurea:

corsi di laurea magistrale (o equipollenti, anche a ciclo unico) afferenti alla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base;
corsi di laurea magistrale (o equipollenti, anche a ciclo unico) afferenti al Dipartimento di Economia;
corsi di laurea magistrale (o equipollenti, anche a ciclo unico) afferenti al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche;
corsi di laurea magistrale (o equipollenti, anche a ciclo unico) afferenti al Dipartimento di Giurisprudenza;
oppure risultare iscritti per l'anno accademico 2016/2017, senza aver conseguito il titolo finale, all'ultimo anno (in corso o fuori corso) del Corso di laurea in Ostetricia afferente alla Scuola di Medicina e Chirurgia.

Un parametro, quello della media, fondamentale al fine di premiare il merito.
Tanti gli Ordini e le Associazioni partner coinvolte: l’Ordine degli Architetti, degli Ingegneri, dei Dottori Commercialisti, degli Avvocati e dei Farmacisti, il Collegio Professionale delle ostetriche Napoli, l'Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni. Newpro prevede attività di orientamento alla libera professione che accompagneranno i partecipanti in tutte le fasi del progetto, dalla definizione del proprio obiettivo professionale alle valutazioni al termine del percorso.
Le attività sono in collaborazione con la Fondazione Emblema, leader in Italia nell’ideazione di progetti di orientamento al lavoro e promotrice della Borsa del Placement.


a cura Katia Di Lorenzo, studentessa del Master in Giornalismo e Ufficio Stampa

Scarica il bando di concorso

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Pubblicato l’esito del Concorso internazionale di idee per il rebranding e l’identità visiva di Ateneo con le relative graduatorie dalle quali tutti i partecipanti possono evincere la propria posizione (ammesso/escluso).

Ecco la graduatoria.

Reinventare il logo di Ateneo. Questa la sfida per la progettazione grafica del marchio, del logotipo e del relativo sistema di identità visiva di Ateneo.  

 

Per il primo classificato sarà assegnato un premio di euro 15.000,00 (quindicimila euro). 

Per il secondo e terzo classificato saranno assegnati rispettivamente:

• un premio di complessivi euro 8.000,00 (ottomila euro), 

• un premio di complessivi euro 6.000,00 (seimila euro). 

 

Tra i membri della Commissione Ruedi Baur - Direttore Creativo di Intégral, Astrid Stavro - Direttore creativo di Atlas, e Cinzia Ferrara - Presidente Aiap.

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Attivi da lunedì 12 giugno i nuovi indirizzi di posta elettronica @studenti.unicampania.it. Il vecchio indirizzo di posta rimarrà comunque attivo fino al 31/12/2017. Fino a fine anno i messaggi aventi come destinatario sia il nuovo che il vecchio indirizzo saranno recapitati nella casella di posta, che resterà unica.
 
Per accedere alla casella di posta con dominio unicampania sarà obbligatorio utilizzare come Username il nuovo indirizzo (la password rimarrà inalterata).
 
I servizi disponibili sulla piattaforma ESSE3, (quali ad esempio la consultazione della carriera e la prenotazione degli esami) saranno invece accessibili utilizzando come Username sia il nuovo indirizzo nel dominio studenti.unicampania.it, sia il precedente indirizzo nel dominio studenti.unina2.it.
 
All’atto dell’attivazione del nuovo indirizzo, ti arriverà una mail di avviso sulla tua casella di posta elettronica personale e istituzionale.
 
Hai bisogno di riconfigurare l’indirizzo? Consulta le guide operative.
 

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Nuovo nome, nuovo logo, percorsi di eccellenza, navette, app e tante borse di studio per gli studenti. L’Università della Campania Luigi Vanvitelli (che fino allo scorso anno si chiamava Seconda Università degli Studi di Napoli) mette in campo per il nuovo anno accademico numerose iniziative, di pari passo con una campagna di rinnovamento della propria immagine, a cominciare dal nuovo logo, giovane e moderno.

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Libreria, scrittoio, leggìo. Tante le funzionalità del progetto “OSB Modulo”, il progetto vincente di BIBLIOinnova il futuro, ideato da Angelo Barone, studente in “Design e comunicazione” presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Il progetto vincitore OBS Modulo rappresenta l’oggetto che affonda le sue radici nel luogo per il quale è progettato (un monastero di benedettini famosi per il loro operato di amanuensi); è un un vero e proprio scrittorio riproposto in chiave moderna ed innovativa per il nuovo utilizzo nello spazio. OBS Modulo è costituito da due unici pezzi. Variando la posizione e/o l’assemblaggio essi danno vita ad un’ampia gamma di utilizzo. Da scrittoio o leggìo per i sistemi analogici al porta pc o tablet per quelli digitali. In entrambi i casi si potrà scegliere il livello di inclinazione e larghezza. Unendo diversi moduli è possibile formare una libreria per riporre i libri quando questi non sono utilizzati, dando la possibilità al fruitore di co-progettare l’arredo dello spazio e di variarlo nel tempo. Dalla lettura alla conservazione. OSB è l’anima della biblioteca moderna. Il concorso di idee, indetto dal Coordinamento Nazionale Biblioteche di Architettura, dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), dalla Fondazione Bio-architettura e da Material Connexion Italia, prevedeva la progettazione o di un oggetto multiuso per la biblioteca e o la lettura, o un elemento di arredo, purchè innovativo ed eco-sostenibile.

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di Margherita Tamburro, laureanda in Lettere presso l'Università della Campania Luigi Vanvitelli

L’ultimo maestro del secondo ciclo della rassegna organizzata dall’Università Vanvitelli in collaborazione con Ciak, Maestri alla Reggia, è salito ieri sul “pulpito” della Cappella Palatina del Palazzo Reale di Caserta. Gli studenti, i professori, il personale dell’Università, insieme ai tanti cittadini presenti, hanno avuto il piacere di ascoltare Giovanni Veronesi “maestro della commedia”, come è stato definito nella presentazione da Piera de Tassis che lo ha intervistato per il pubblico presente.

 


Un susseguirsi di momenti divertenti ed emozionanti quelli dell’intervista, fin dall’inizio, quando la direttrice di Ciak gli chiede quale fosse stato il riconoscimento più grande della sua carriera e Veronesi risponde: “Un assegno di De Laurentis, enorme, lo portai a casa e lo guardai per tutta la notte. Era tutto quello che mio padre avrebbe guadagnato in due vite di lavoro normale e pensai che non avrei potuto mostrarlo a lui, altrimenti gli sarebbe venuto un ictus. E quell’ assegno mi fece capire che di questo mestiere, forse, ci si può vivere e ci si può vivere anche bene.”

Parlando dei suoi esordi racconta di come sia, “per un colpo di fortuna”, entrato nel mondo dello spettacolo dalla “porta principale”, grazie a Francesco Nuti che lo vede a teatro e gli propone di lavorare insieme. Riporta inoltre che da sempre era nei suoi piani lavorare nel cinema e che se avesse deciso di intraprendere un’altra strada, ad esempio seguire quella del padre, architetto, sarebbe sicuramente stato frustrato. Un invito quindi al pubblico e agli studenti a seguire i propri sogni e le proprie inclinazioni, come lui che non si è “mai dato un’alternativa” alla fine è riuscito a coronare il proprio sogno.

Dopo la visone di una clip de “La grande Guerra” di Monicelli, Veronesi commenta il video e spiega cos’è per lui la commedia:” Un comico e un grande attore che alla fine di un film, in una cornice così apocalittica come la grande guerra, muoiono. Fanno i vigliacchi per tutto il film, fanno ridere, scherzano sulla guerra, scappano, diventano disertori ma arrivati nel momento cruciale, in cui basterebbe un piccolo atto di vigliaccheria, diventano invece eroi. Questa è la commedia” e continua “La commedia è far piangere, far ridere, far emozionare, far divertire. C’è una gran confusione fra la definizione di commedia e quella di film comico. I film comici puntano solo a far ridere e ad avere un lieto fine quasi sempre assurdo, la commedia invece racchiude in se tutti i generi dal drammatico, all’emozionante fino al divertente. Mai una scena in una commedia deve essere chiusa con una gag o una battuta altrimenti diventa un film comico.”
Decisa la sua critica sul cinema come intrattenimento puro, una regola che lo perseguita per tutti gli anni ‘90, quando sulla scia di programmi TV come Drive In, anche il cinema prende la definizione di momento ricreativo perdendo ogni “velleità artistica”. Sottolinea poi invece perché, secondo lui, il cinema è meglio della televisione, spiegando come “L’arte ha bisogno del suo tempo per essere assaporata, cosa che al cinema si può fare, a casa no. Il problema è che le persone non hanno più tempo per il cinema.”

Emozionante il racconto della morte dei genitori, entrambi malati di cancro, morti con molta dignità sei mesi di distanza l’uno dall’altro:” Il giorno che è morto mio padre, dopo la morte di mia madre, io e mio fratello ci siamo resi conto che cosa c’avevano davvero insegnato i nostri genitori. E’ facile insegnare ai figli a vivere, ma loro c’hanno insegnato a morire.”

In una girandola di aneddoti e pensieri sul cinema, dai 3 attori fondamentali con i quali ha lavorato, passando per un aneddoto sul film “Italians”, il discorso si sposta poi sul fenomeno di costume creato dal film “Il Ciclone”, successo del 1996 con protagonista Pieraccioni e di cui è stato lo sceneggiatore, e sulla figura dei critici cinematografici che Veronesi critica fortemente.
Il regista racconta poi la storia vera di un’amicizia particolare ed emozionante fra un bambino e un gorilla, soggetto del suo prossimo film, di cui inizierà le riprese nel settembre del 2018 e che annuncia in anteprima alla platea della Vanvitelli.

L’incontro con Giovanni Veronesi si conclude con un aneddoto riguardo al mestiere di regista e la sua identità personale parlando della visione della vita di un ragazzo gravemente disabile, Massimiliano dopo aver visto al telegiornale le immagini della guerra civile in Ruanda, incurante dei cadaveri, delle armi e della distruzione a cui aveva assistito risponde alla domanda della madre su dove volesse andare in vacanza risponde: “in Ruanda, perché è un paese bellissimo”
“Massimiliano aveva visto solo ciò che voleva vedere lui, aveva fatto ciò che ogni artista o regista deve fare, prendere l’ottica della realtà e spostarla di 30 gradi e vedere la realtà dal suo punto di vista e non da quello che ti vogliono far vedere gli altri. Io da quella sera mi sono proclamato down”.

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