Scegliere l’asilo nido, ecco il perché

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di Raffaella Perrella - Dipartimento di Psicologia della Seconda Università degli studi di Napoli

 

Baby sitter, nonni o nido. Ogni mamma che lavora, almeno una volta nella vita, si è posta questo quesito, ovvero: qual è la scelta migliore per il benessere del mio bambino?
Oggi siamo ben lontani dall’idea che il nido sia un parcheggio dove lasciare il bambino perché non si hanno alternative. Anzi. Iscrivere i bambini all’asilo nido permette ai piccoli di crescere meglio. Uno dei grandi vantaggi di questo tipo di struttura, infatti, è la sua natura di “contesto protetto”, un luogo all’interno del quale i bambini possono sviluppare in completa tranquillità esperienze relazionali importanti e utili anche ai fini della strutturazione della propria personalità, grazie alla possibilità di vivere a contatto con adulti che non appartengono alla ristretta cerchia del nucleo familiare. Adulti che, lo ricordiamo, sono adeguatamente formati ed istruiti. Questo è certamente un altro punto di forza e un aspetto importante da tenere in considerazione, in quanto gli educatori posseggono il know how necessario per interagire con i piccoli a seconda delle età, scegliendo le più opportune modalità del gioco, le interazioni atte a stimolare la dimensione esplorativa, le esperienze di relazione con l’altro, e a gestire le emergenze in caso di difficoltà. Un educatore che accudisce un bambino ai suoi primi passi, ad esempio, lo seguirà attentamente nell’esplorazione dell’ambiente e nei suoi spostamenti dalla zona protetta, ma allo stesso tempo non ne inibirà le scelte di movimento, contenendo le ansie tipiche legate a questo processo. Anche la qualità della relazione con l’educatore può influenzare positivamente i processi di sviluppo e adattamento dei bambini, e le stesse interazioni contribuiranno ad accrescere e valorizzare il loro sano ed armonico sviluppo.
Ma a che età è consigliato inserire un bambino al nido? Si è spesso erroneamente convinti del fatto che allontanare il bambino in tenera età dalla madre possa avere ripercussioni o possa essere un momento difficile da gestire. In realtà, alla luce delle più recenti teorie psicodinamiche dello sviluppo, i piccoli, se iscritti al nido entro i primi mesi di vita riescono a gestire in maniera appropriata il distacco materno. Superata questa soglia conviene, in linea generale, valutare la percezione che il bambino ha della relazione con l’estraneo affinché il bambino sia in grado di vivere il distacco dalla madre in maniera meno traumatica e più serena.
Ovviamente, ogni piccolo è un mondo a sé, e ogni regola porta con sé un’eccezione, un bambino può essere pronto per il nido a 7 mesi, un altro a 16.
Al nido di Ateneo Foca Gialla è possibile effettuare su richiesta una consulenza specializzata e personalizzata, con cui è possibile valutare se il bambino è pronto o meno al confronto con l’estraneo, avendo la consapevole tranquillità di scegliere il tempo giusto, fissando un appuntamento inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al numero 3357515671.

 

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