Apprendere giocando….o giocare apprendendo?!

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Garantire il benessere dei bambini in età prescolare, sostenendo lo sviluppo del loro pieno potenziale, è una responsabilità condivisa tra i genitori, le famiglie, le comunità e i governi.

Il gioco è un fattore essenziale per lo sviluppo nei bambini ed è ampiamente riconosciuto dagli organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale per la educazione della prima infanzia (OMEP), l’UNICEF (UNICEF) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Spesso considerato come una semplice occupazione o intrattenimento, il gioco di fatto risponde a una necessità critica dei bambini piccoli ed è un diritto ai sensi della Convenzione Internazionale dei Diritti dei Bambini (CRC): attraverso il gioco, i bambini si costruiscono e danno forma alla loroidentità. Il gioco sviluppa anche la fantasia. I bambini scoprono quali sono gli oggetti, le persone che li circondano e gli eventi che si verificano. Essi creano allora la propria realtà; la trasformano e l’adattano ai propri desideri. Per esempio, possono dare vita ad oggetti, creare un amico immaginario, parlare con gli animali … Questa visione enfatizza l’apprendimento attivo dei bambini in interazione con un ambiente stimolante e variegato che li incoraggia a muoversi in tutte le aree di sviluppo (fisico e motorio, emotivo, sociale, cognitivo e del linguaggio), ciò che aiuta al loro sviluppo complessivo.

Ora, nell’era dei cosiddetti “nativi digitali”, secondo la definizione di Marc Prensky, specialista in Scienze della Formazione negli USA, cioè di una generazione che cresce in funzione del suo consumo permanente di contenuti numerici, bisogna intendersi sul concetto di gioco. Secondo gli psicologi dell’età evolutiva, e pedagogisti si intende per “gioco” una “attività fisica, mentale o sociale, basata sul piacere, praticata dal bambino in maniera gratuita, volontaria, spontanea e libera “. Questa definizione corrisponde a ciò che viene spesso chiamato “gioco libero” o “gioco iniziato dal bambino“. Una visione quindi che dà anche grande valore ai contesti incentrati sulla esplorazione e sul gioco ad iniziativa del bambino, contesti accompagnati, sostenuti e arricchiti dagli adulti, piuttosto che all’istruzione eterodiretta. Questa visione riconosce anche l’importanza fondamentale di rispettare il ritmo di sviluppo individuale dei bambini e i loro bisogni e interessi, al fine di garantirne il  benessere e nutrire il loro amore per l’apprendimento.

L’arte del gioco è quindi…..quella di lasciare che il bambino pensi, risolva i problemi, si esprima, si muova, e cooperi. Con questa visione nasce il laboratorio tematico In-Forma il Corpo e il Cervello, a cura del Dipartimento di Biochimica, Biofisica e Patologia Generale e del CIRN (Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze) – CIRN-na , Seconda Università di Napoli!

Venerdì 7 Ottobre, Vi aspettiamo…..grandi e piccini, per riscoprire i giochi di “una volta” ed imparare a costruirli insieme a partire da semplici materiali: sughero, legno, stoffa, carta, cartone, tappi, bottoni, barattoli di latta..

A condurre i laboratori saranno Liliana Dalla Mora, Ricercatore, Salvatore Abbadessa, Dirigente Biologo, con la collaborazione delle studentesse Iolanda Cuomo, Olga Tocco, Assunta Petecca, Dipartimento di Biochimica, Biofisica e Patologia, Seconda Università di Napoli

 

Marina Melone, docente di Neurologia, presso la Scuola di Medicina, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, Neurologiche, Metaboliche e dell’Invecchiamento e Direttore del CIRN (Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze) – CIRN-na della Seconda Università di Napoli.

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