Orientarsi in Ateneo, come scegliere il proprio percorso consapevolmente

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Nella settimana dal 13 al 17 marzo l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli ha ospitato l’abituale evento di orientamento GO!SUN, la manifestazione che anche quest’anno ha visto la partecipazione attiva di numerosissimi studenti provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Napoli e Caserta, come delle altre provincie campane, della Puglia e del sud del Lazio.

Negli ultimi anni l’orientamento alla scelta universitaria è divenuta materia sempre più complessa e fondante il percorso accademico dei futuri studenti universitari. Gli eventi nazionali e regionali, così come gli “open day” proposti dai singoli dipartimenti di tutti gli Atenei italiani, divengono sempre più numerosi e sempre meglio organizzati. In questi anni l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli ha sempre più rafforzato l’area dell’orientamento in entrata con una partecipazione costante agli eventi nazionali di maggior rilievo e con una sempre maggior presenza anche a eventi fuori Regione. Tra questi, il GO!SUN dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli rappresenta da anni un appuntamento fisso che, diversamente dalle manifestazioni esterne, ospita per una settimana gli studenti intramoenia, accogliendoli nelle proprie aule, nei propri spazi, facendo conoscer loro i propri laboratori, le biblioteche, le mense. Nelle diverse strutture della Università della Campania il futuro studente universitario ha la costante possibilità di incontrare e conoscere i suoi futuri colleghi studenti, scambiare con loro impressioni, conoscere le difficoltà e le possibilità che quegli spazi, quei luoghi possono fornire alla sua crescita accademica.

gosun
Perché orientarsi alla scelta del corso di laurea?
I profondi cambiamenti nella struttura universitaria, l’avvento del 3+2, la scomparsa della Facoltà e contemporaneamente il proliferare di Corsi di Studio differenti e di offerte formative diversificate hanno creato un gap generazionale incolmabile per le nuove generazioni di studenti. L’Università così come l’hanno conosciuta gli insegnanti e i genitori dei ragazzi che si apprestano a scegliere il loro nuovo percorso accademico non esiste più, e difficilmente si può far ricorso alle loro esperienze pregresse per optare una scelta. La pluralità delle offerte e il gap con le generazioni precedenti potrebbero, perciò, disorientare gli studenti. Il web e il mondo social così presente nella generazione attuale di studenti permette una prima e importante visione d’insieme di quelle che sono le possibili alternative, ma è solo il contatto diretto con il personale docente e non docente in aula e ai diversi stand che può realmente indirizzare una scelta. Orientarsi, in quest’ottica, significa riuscire a liberarsi delle fantasie e delle credenze circa un determinato percorso di studi e riorganizzare un pensiero proattivo che incanali il proprio talento, le proprie passioni e le proprie aspettative verso una realtà sempre più vicina, focalizzando le proprie aspirazioni su basi certe. L’incontro con docenti ed esperti promuove e supporta tale processo, permettendo al futuro studente universitario una scelta sempre più consapevole e sempre meno immaginaria. Un esempio di questo percorso potrebbe essere facilmente tratto dalla psicologia. In un epoca neanche troppo remota, chi si iscriveva a psicologia voleva subito interpretare i sogni, aiutare l’amico depresso e diventare un novello Freud. Oggi, vogliono diventare tutti criminologi. Nelle giornate di orientamento si spiega loro che la psicologia è una scienza che prevede la conoscenza di basi neurofisiologiche, di metodi e tecniche psicometriche, dei processi di pensiero superiori; si dice loro che prima di diventare psicoterapeuti o criminologi è necessario essere psicologi e che il percorso è costellato di esami che vanno ben al di là delle loro iniziali fantasie. Solo la conoscenza del percorso di studi che realmente si avrà davanti permetterà una scelta consapevole, riducendo la percentuale di abbandono degli studi. Orientarsi, allora, significa darsi la possibilità di conoscere realmente quelle che sono le proprie aspirazioni, i propri obiettivi e i propri limiti; orientarsi alla scelta del corso di laurea significa avere la ‘facoltà’ di scelta una consapevole.

L’orientamento è solo in entrata?
L’orientamento accompagna tutto il percorso di studi attraverso costanti contatti con gli orientatori, coi docenti tutor, col peer-to-peer attraverso il tutorato alla pari (studenti delle magistrali che seguono studenti della triennale, o studenti di dottorato che seguono gli studenti magistrali). L’orientamento, per i corsi di studio triennali, significa prepararsi nel triennio alla successiva scelta consapevole, ancor più focalizzata, del corso di studi magistrale.

E il placement?
In un immaginario segmento, il placement occupa quella parte finale che avvia il nostro studente verso il mondo del lavoro. L'Ateneo lavora molto sul placement e sulle opportunità da fornire ai propri laureati. Questo perchè orientamento e placement sono facce di una stessa medaglia.  Ma questo è un discorso che andrà affrontato, per il novello studente universitario, alla fine del suo percorso di studi. Troppo spesso, nei colloqui di orientamento, nelle fiere e durante le giornate del GO!SUN, studenti di quarto e quinto anno di scuola secondaria affermano di voler optare una scelta in funzione delle prospettive di lavoro. Certo, alcune professioni sono più remunerative di altre, alcune hanno un mercato del lavoro di più facile approccio rispetto ad altre. Si potrebbe pensare di intraprendere un percorso di ingegneria anziché di lettere perché, probabilmente, è più facile per un ingegnere trovar lavoro rispetto a un laureato in storia. Se, però, si optasse la scelta unicamente in funzione di quest’ultima variabile, sarebbe per lo meno necessario essere certi che il nostro talento, il nostro background scolastico e le nostre reali aspirazioni siano uniformemente convogliate verso tale scelta. Se, viceversa, si hanno competenze e passione verso le materie umanistiche e per tutto il percorso scolastico si hanno mal sopportato le discipline scientifiche sarà facilmente prevedibile che quel percorso di studi ingegneristici intrapreso sarà ricco di frustrazione e delusione. Laddove si riuscisse con fatica a portare a termine questo percorso, ci si potrebbe ritrovare a essere laureati in una disciplina che oramai si odia, dopo troppi anni fuori corso e con un pessimo voto di laurea. Chi assumerebbe mai un ingegnere con tale curriculum accademico alle spalle? Orientamento vuol quindi dire permettere ai nostri singoli futuri studenti di poter scegliere valutando tutte le variabili in gioco, ivi compresa la passione; esatto: la passione. Il bravo professionista, colui che riuscirebbe a vendere se stesso come Totò vendeva la Fontana di Trevi, sarà colui che ha studiato appassionatamente la sua disciplina e che continua a rinnovare la sua passione quotidianamente nel suo lavoro.

Cosa cambia nello status di studente universitario rispetto all’essere studente di scuola superiore?
Lo status di studente, a bene vedere, è qualcosa che ha accompagnato le future “matricole” per tutta la loro vita. Si entra nella scuola dell’infanzia a tre anni, si prosegue nel percorso della scuola dell’obbligo per poi decidere di licenziarsi dalla scuola superiore oramai maggiorenni. In questo lungo e impegnativo percorso, l’unica cosa che non cambia è lo status di studente di scuola (infanzia, primaria, secondaria). Tale status, in Italia, è connotato da alcune invarianti: si fa parte di una classe mediamente di 25 pari grado; i compagni di classe son sempre gli stessi; l’aula è sempre la stessa (sono i docenti a entrare e uscire) e, plausibilmente, il posto (banco) è sempre lo stesso (spesso anche il compagno di banco); si ha un rigido orario d’entrata e di uscita ed è necessario giustificare eventuali assenze o ritardi; gli insegnanti assegnano quotidianamente compiti da svolgere a casa in misura proporzionale al programma svolto quel giorno in classe. All’entrata nello status di studente universitario improvvisamente tutto cambia: non si hanno rigidi orari di entrata e di uscita; non sarà necessario rispondere a un appello e non si ascolterà il proprio cognome ogni giorno; non verranno assegnati compiti a casa ma ci si troverà a dover autonomamente programmare lo studio di un intero programma (spesso corposo) per prepararsi all’esame; nei primi anni ci si può trovare a frequentare aule molto affollate nelle quali un docente che non conosce neanche un nome del suo pubblico parli per ore a un microfono. La “matricola” dovrà ben presto imparare a gestire i tempi del proprio studio, decidere quali corsi seguire, quali esami dare e in quale sequenza. Essere studenti universitari è il più bel percorso di crescita intellettuale e di autonomia personale che un ragazzo possa fare. Orientarsi, allora, significa anche questo: sapere cosa si vuol far da grandi scegliendo consapevolmente il percorso da studente universitario che si vuol intraprendere per diventarlo. L’università va vissuta in tutti i suoi luoghi, mentali e fisici. Ancora una volta, tale libertà può essere un’arma a doppio taglio, ci si può sentir disorientati, appunto. L’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli ha da anni strutturato un percorso di orientamento in itinere attraverso le formule già descritte sopra; in più, ha anche attivo da anni un Servizio di Aiuto Psicologico per gli Studenti (SAPS), presso il proprio Dipartimento di Psicologia. Ogni nostro Dipartimento ha un delegato all’orientamento pronto ad accogliere i nuovi studenti e a confrontarsi con loro circa il percorso più idoneo da seguire. In ultimo, le lezioni universitarie sono pubbliche: tutti possono seguire una lezione. Venite a trovarci, contattateci, venite a seguire una lezione, meglio se del primo anno, così entrerete in un’aula universitaria, toccherete con mano cosa sia un corso universitario e, non ultimo, avrete la possibilità di scambiare qualche idea con delle “matricole”, ciò che sarete voi l’anno prossimo.

a cura di Roberto Marcone, Delegato all’orientamento di Ateneo - Dipartimento di Psicologia, Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli
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